Tatuaggi. Ormai è più “in” chi non ce l’ha che non il contrario. Una moda che piace a tutti, uomini e donne, indipendentemente dall’età. Non tutti però sono troppo convinti di volere un disegno indelebile sulla propria pelle, e in tanti, tra l’altro, hanno paura di avere un incontro ravvicinato con un bell’ago sottopelle.

I tatuaggi removibili all’hennè, così, sono diventati un ottimo surrogato al tattoo permanente e, soprattutto durante la stagione estiva, ottengono un discreto successo. Sono però così sicuri come si pensa?

Una recente ricerca effettuata dalla Food and Drug Administration statunitense, infatti, ha dimostrato che i tatuaggi temporanei possono essere nocivi almeno quanto quelli permanenti causando reazioni cutanee che vanno dagli arrossamenti alle vesciche, dalla perdita di pigmentazione della pelle a una maggiore sensibilità alla luce, fino a cicatrici permanenti.

Linda Katz, direttrice dell’Ufficio Cosmetici e Colori della FDA racconta sul sito ufficiale dell’ente di aver avuto segnalazioni da parte di alcune mamme di minorenni che avevano utilizzati tattoo temporanei sulla loro pelle riscontrando poi problemi come la formazione di vescicole e forti arrossamenti simili quasi ad ustioni. “Ciò sarebbe dovuto – spiega la Katz – alla possibilità di essere allergici all’hennè, il pigmento rossiccio derivato dall’essiccazione di una pianta comune in Medio Oriente e che può scatenare reazioni poco piacevoli sulla pelle”.

I problemi seri però – continua la direttrice – non derivano tanto da questo, bensì dal fatto che oggi per i tatuaggi temporanei si usa molto spesso l’henné nero, in cui al prodotto tradizionale vengono aggiunte altre sostanze per rendere il colore scuro, più simile agli inchiostri dei tattoo permanenti, e anche più durevole: sono questi composti che ne rendono l’uso potenzialmente pericoloso”

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