Il tantrismo è una corrente religiosa sorta in India intorno al 500 d.C. basata su testi sacri denominati Tantra (termine sanscrito, che significa trama ed ordito).
I testi fondamentali di questa tradizione si presentano come ispirati dal Buddha, sebbene esistano Tantra di origine indù.
Caratteristica del tantrismo è l’identificazione tra samsara (ciclo ricorrente di morte e rinascita, cioè esistenza ciclica) e nirvana (stato di liberazione dal samsara, cioè illuminazione).

LA TEORIA DEL TANTRA
Secondo il tantra l’illuminazione non è qualcosa che ci aspetta in qualche luogo, in un futuro lontano, il paradiso è qui ed ora e noi stessi possiamo essere delle divinità, ma siamo ancora condizionati da idee che ci limitano. Esiste un’identità assoluta di spirito e materia, microcosmo e macrocosmo, Sè e mondo, anima individuale e anima universale.
L’anima universale viene concepita come il fondamento del tutto, una unità indivisibile, trascendente ed eterna, che si manifesta in forma androgina. L’anima universale ha in sè un principio maschile statico ed un principio femminile dinamico, i quali, integrandosi, creano continuamente la vita. Dall’unione dei due principi scaturisce il mondo e si crea la vita.
Di fatto secondo il tantrismo ognuno di noi racchiude in sè tutta l’energia dell’universo; tutto ciò di cui abbiamo bisogno per essere completi è fin d’ora dentro di noi, in questo momento.

TANTRA E DESIDERIO
Il tantrismo sostiene che alla base di ogni nostro atto è il desiderio e che è utile non reprimerlo, ma servirsene come forza per abbattere le barriere dell’io. La repressione del desiderio è sempre negativa, perchè il desiderio insoddisfatto non scompare, ma resta nelle profondità dell’essere umano, nell’inconscio.
L’approccio tantrico invece di considerare il piacere e il desiderio come qualcosa da evitare ad ogni costo, riconosce che il potere dell’energia nasce dai nostri desideri ed è una risorsa indispensabile per il sentiero spirituale. Proprio poichè la nostra vita attuale è legata al desiderio, dobbiamo fare uso di questa incredibile energia se vogliamo trasformare la nostra vita in qualcosa che trascenda i nostri ordinari limiti.
Contrariamente a molte altre tradizioni religiose il tantra suggerisce che non c’è nulla di sbagliato nel provare piacere e nel godersi la vita: il problema nasce con l’attaccamento ai piaceri.
Non dobbiamo lasciare niente di intentato, bensì provare, verificare di persona cosa vogliamo realmente. La vita è un esperimento che dobbiamo compiere consapevolmente. Tutte le volte che restiamo insoddisfatti ci accorgiamo che aspiriamo a qualcosa di sempre più grande, e dobbiamo tirare delle conclusioni. Il nostro desiderio supera ogni soddisfazione contingente.

LA RICERCA DI NOI STESSI
Che cosa cerchiamo veramente?
Il tantrismo sostiene che è noi stessi che cerchiamo, è la nostra condizione divina, uno stato di unificazione di opposti.
Gli uomini e le donne, originariamente uniti, si erano divisi dando origine a quel desiderio di ritrovarsi che è la loro forza motrice. Nel tantrismo il maschio e la femmina cercano di trascendere lo stato di separazione cui l’individualità li ha condannati. Anzichè mirare al piccolo piacere quotidiano, al piccolo orgasmo, alla limitata unione con questo o con quello, possiamo tendere al grande orgasmo, alla grande estasi, alla grande riunificazione.
L’eros è la forza fondamentale della vita, è una scintilla dell’energia creatrice che anima l’universo. Solo scendendo nel profondo di questa forza vitale siamo in grado di riconoscere la forza cosmica.

IL SESSO NEL TANTRISMO
Il sesso nel tantrismo è espressione della divinità e la strada indicata dal Tantra non ha nulla a che vedere con la comune esperienza sessuale, anzi essa è considerata una banalizzazione, uno spreco di energia.
L’eros secondo molte religioni è una forza fuorviante, che allontana l’uomo da Dio, i tantrici riconoscono in essa l’espressione più diretta della trascendenza.
Ciò che permette al nostro organismo di muoversi, di sentire e di pensare, è questa forza creatrice. Se vogliamo entrare in contatto col sacro, lo abbiamo a portata di mano, nel corpo, nel nostro tempio interiore. Il meditante tantrico è consapevole di tale presenza divina dentro di sè, e si comporta come se si trovasse davanti ad un altare. Egli contempla il corpo, il partner sessuale, come un’espressione del sacro. E’attraverso l’altro che si può raggiungere l’esperienza divina.

IL SESSO DA ATTO ISTINTUALE AD ATTO COSCIENTE
Funzione dell’accoppiamento tantrico non è riproduttiva, bensì redentrice: l’intero meccanismo sessuale viene sovvertito: non è più un processo dominato dall’istinto, ma una tecnologia della coscienza.
Come in un procedimento psicoanalitico, la luce della coscienza penetra ciò che era inconscio, ogni movimento, ogni gesto, deve essere accompagnato da una presa di coscienza. L’orgasmo conclusivo dovrebbe trasformarsi nell’esperienza dell’assorbimento meditativo: questo è lo scopo dell’intero rituale.

LA MEDITAZIONE DEL SESSO
La spinta dell’energia orgasmica, a lungo trattenuta, dovrebbe permettere quel salto che fa uscire dallo stato di coscienza abituale, quella unificazione della polarità che ricostituisce la condizione generale di divinità. L’accoppiamento tantrico sarebbe in realtà una potente tecnica di meditazione che scuote fino dalle fondamenta l’essere umano e la sua energia vitale, risveglia la Kundalini, presente in ogni individuo, immaginata dagli antichi testi, come un serpente arrotolato a livello del ventre.
Secondo il tantrismo alla base delle nostre insoddisfazioni è il senso di incompletezza e insicurezza che ci porta a cercare perennemente fuori, qualcosa che è dentro.
Le nostre energie interiori, maschili e femminili, non sono in equilibrio e noi siamo disperatamente dipendenti dalla compagnia altrui. Il tantrismo porta l’affermazione dell’essere umano maschio e femmina, in cui proprio la corporeità, e quindi la nostra immediatezza, viene trasformata.
Sono molti i sogni che oggi additano alle persone in analisi la necessità di contenimento rispetto all’incanalamento dell’eros in modalità ripetitive: chi oggi fa questi sogni è persona traversata dalla libido stessa, dall’eros, dall’energia vitale, dall’amore che cerca di superare la tendenza al congiungimento immediato e fusionale per divenire il movimento dialettico tra due poli, il movimento della vita. Cito un sogno in proposito molto eloquente:
La sognatrice vuole fare l’amore con un compagno, è travolta dall’eros, ma si sa che è impossibile continuare a ripetere, lo sperma è congelato, il ciclo riproduttivo finito. E’ additata nel sogno la necessità di contenere ed incanalare l’eros in nuove direzioni, perchè si realizzino le sacre nozze interiori.
L’ermafroditismo della nuova coscienza è l’essenza del nuovo soggetto umano, di ogni soggetto umano che riconosca in se stesso il dialogo continuo e reale tra l’inconscio, come patrimonio conoscitivo dell’essere, e la capacità riflessiva che crea la nuova parola.

Via Simonetta Figuccia