1 miliardo e mezzo di euro. E’ questa la cifra che il prossimo anno, secondo le ultime notizie del Ministero della Salute, e per via della Legge sulla Stabilità, verrà decurtata dal Fondo Sanitario Nazionale, cifra che le Regioni dovranno cercare di recuperare agendo sulla spesa farmaceutica (intervento che varrebbe un miliardo) e su quella per l’acquisto di beni e servizi. Taglio che dovrebbe essere bissato anche nel 2015 per un totale di 3 miliardi.

Poiché piove sempre sul bagnato, le novità non finiscono qui: l’anno prossimo era stato previsto che al Fondo di 107,9 miliardi di euro se ne aggiungessero 2 che le Regioni avrebbero dovuto incassare mettendo nuovi ticket. La Corte Costituzionale ha escluso la possibilità di mettere altre tasse e le amministrazioni locali hanno tirato un respiro di sollievo, sperando di disporre di una quota un po’ più consistente per far funzionare ospedali e Asl. E invece, per la gioia degli italiani, ci sarebbe un progetto per non dare quei 2 miliardi in più, riducendo ulteriormente il Fondo che arriverebbe così a 106,4 miliardi.

Avevamo fatto un accordo con il governo per non toccare i finanziamenti per la sanità — attacca Vasco Errani, governatore emiliano e presidente della Conferenza delle RegioniNon conosco le cifre ma i tagli sarebbero insostenibili e avrebbero conseguenze gravi. La sanità ha dato un contributo enorme all’economia del nostro Paese in questi anni. Così il sistema è a rischio default. Tra l’altro se le Regioni finiscono in rosso devono mettere nuove tasse ai cittadini, non capisco il senso di una manovra del genere”.