La TAC (Tomografia Assiale Computerizzata) è una metodica di diagnostica utile al fine di ottenere immagini dettagliate degli organi interni, dei vasi arteriosi e venosi, dei tessuti molli, delle ossa o delle articolazioni e quindi utilizzabile in numerosi ambiti, tra cui neurologico, traumatologico, oncologico, ecc.  In particolare, qualora si desideri visualizzare taluni dettagli (come arterie, vene, linfonodi, parenchimi, ecc.) l’esame può essere eseguito con mezzo di contrasto. Questo viene somministrato per via endovenosa, così che il suo contenuto di iodio (elemento che assorbe le radiazioni) si diffonda in tutto l’organismo. In questo caso è necessario presentarsi in ospedale a digiuno da almeno 6 ore e vengono generalmente prescritti alcuni esami del sangue, per accertare, ad esempio, lo stato della funzionalità renale.

Sebbene la somministrazione del liquido di contrasto determini un’intensa sensazione di calore, l’esame è totalmente indolore. La durata della TAC varia in relazione ai distretti corporei da esaminare, ma in genere  non richiede più di 10/15 minuti. L’utilizzo del contrasto comporta tuttavia il rischio, seppur basso, di reazioni allergiche.

Una volta giunto in ospedale, il paziente verrà fatto sdraiare supino su di un lettino mobile, quindi introdotto in un tubo radiogeno che emette raggi X. Mentre il macchinario ruota intorno al corpo, il lettino si muove orizzontalmente, così da consentire l’acquisizione di immagini di molte sezioni del corpo. Se necessario, verrà quindi iniettato il mezzo di contrasto a base di iodio, in modo da rendere maggiormente visibili alcuni dettagli. Per ottenere immagini di qualità, è tuttavia indispensabile che il paziente resti immobile per tutta la durata dell’esame.

Dato che l’utilizzo del mezzo di contrasto può risultare controindicato in caso di precedente reazione allergica, patologia renale o tiroidea, diabete, insufficienza epatica, grave insufficienza cardiaca, gammopatie (come il mieloma multiplo) e altre rare condizioni, per poterne usufruire sarà necessario  presentare il consenso informato compilato con il proprio medico. Poiché la tomografia computerizzata richiede l’impiego di raggi X, l’esame risulta altresì controindicato in gravidanza.

Gli effetti collaterali legati all’utilizzo del mezzo di contrasto si rivelano generalmente lievi, con sintomi quali senso di calore, dolore nella sede dell’iniezione, nausea, orticaria, vomito, emicrania e sudorazione. Sebbene i mezzi di contrasto siano generalmente ritenuti sicuri, talvolta si possono tuttavia verificare reazioni avverse, la cui sintomatologia può variare notevolmente a seconda dei casi, comprendendo manifestazioni quali orticaria diffusa, edema delle palpebre, dispnea, dolori al torace ed all’addome, collasso, alterazioni del ritmo cardiaco e, in rari casi, sintomi neurologici con convulsioni e perdita di coscienza. Tali reazioni sono oggi sempre meno diffuse grazie all’utilizzo di nuovi composti dotati di una maggiore tollerabilità (con un’incidenza inferiore all’1%); è tuttavia sempre necessario valutare attentamente il quadro clinico del paziente prima di procedere alla TAC con contrasto e incoraggiare un’abbondante idratazione, così da favorire l’eliminazione della sostanza il più velocemente possibile.