Computer, smartphone, televisori e tablet sono ormai parte integrante della nostra vita, tanto da costringerci a passare gran parte delle nostre giornate fissando uno schermo, ma attenzione: di pari passo al dilagare della tecnologia si stanno registrando sempre più casi di problemi agli occhi. La stanchezza e secchezza oculare cui andiamo incontro passando molte ore davanti ad uno schermo sta provocando un aumento dei casi di miopia, avvertono gli esperti e la situazione potrebbe peggiorare ulteriormente. David Allamby, rinomato chirurgo e fondatore della Focus Clinics di Londra, avverte che i casi di miopia potrebbero addirittura aumentare del 50 per cento nei prossimi 10 anni.

Il problema è fortemente correlato all’aumento di ore trascorse davanti agli schermi di computer e cellulari,  che provoca secchezza del bulbo e affaticamento a carico degli occhi, con un aumentata sensibilità ed irritabilità dell’apparato visivo. “Il primo passo – spiega lo specialista – è staccare gli occhi dal pc e diminuire il più possibile il suo utilizzo, ma la prevenzione passa anche dall’alimentazione, quindi per evitare la secchezza degli occhi è meglio preferire cibi ricchi di omega 3, come tonno, salmone, sgombro e aringa. Ancora meglio se crudi”.

Al fine di evitare l’eccessiva secchezza del bulbo è possibile mettere in atto alcuni piccoli accorgimenti che sul lungo tempo incideranno positivamente nel mantenere in salute i nostri occhi. Gli esperti consigliano, ad esempio, di seguire la “regola del 20-20-20”, per cui ogni 20 minuti di lavoro al computer dovremmo distogliere lo sguardo dal monito e fissare un oggetto a 20 piedi di distanza (circa 6 metri), per almeno 20 secondi. Prendendo una pausa dallo schermo e guardando in lontananza si concede infatti un periodo di riposo ai muscoli che controllano l’occhio. Un altro significativo aiuto agli occhi può giungere dal fare attenzione alla quantità di luce che si irradia nell’ambiente in cui si studia o lavora. Una scarsa illuminazione crea affaticamento. Recenti studi dimostrano infatti che i bambini che giocano spesso all’aperto sono meno soggetti a miopia rispetto a coloro che praticano sport indoor o giocano prevalentemente in casa. Si consiglia dunque di posizionare la scrivania in prossimità di una finestra e di fare passeggiate all’aperto durante la pausa pranzo. La luce naturale gioverà alla salute degli occhi.

Ciò detto, oltre alle cattive abitudini, a gravare sugli occhi contribuisce anche la piega che la dieta occidentale sta prendendo negli ultimi decenni: il corpo necessita infatti di un apporto equilibrato di acidi grassi essenziali omega-3 e omega-6, ma l’aumentato consumo di cibi elaborato ha determinato in occidente un apporto 16 volte superiore di omega-6 rispetto agli omega-3, avverte David Allamby, contribuendo a determinare la secchezza dei bulbi oculari. Studi dimostrano infatti come persone che consumano pesce (fonte importante di omega-3) solo una volta a settimana siano maggiormente esposte al rischio secchezza del bulbo, rispetto a coloro mangiano pesce due volte o più alla settimana. In particolare, salmone, sgombro, aringa e tonno sono le carni che portano il maggior beneficio agli occhi, riferisce David Allamby. Per chi lavora fuori casa, una pausa pranzo amica degli occhi può esser dunque costituita da un pranzo con colleghi a base di sushi, che stimola la socialità e garantisce il giusto apporto dei preziosi omega-3.