Finalmente è quasi pronto il primo raccolto di cannabis terapeutica che è stato autorizzato direttamente dallo Stato (attraverso il Ministero della Salute e quello della Difesa) e che è stata fatta crescere all’interno dello stabilimento chimico-farmaceutico militare della città di Firenze. L’aspetto straordinario della questione sembra essere soprattutto incentrato sulla notizia che si sarebbe riusciti ad ottenere quella che potrebbe essere definita una super cannabis.

Ma perché super cannabis? Beh, molto semplice: grazie alle tecnologie e ai sistemi di controllo assai rigoroso, le coltivazioni presentano 130 grammi di principio attivo, contro i 30 grammi che invece sono solitamente presenti. La super cannabis di Stato, prodotta per scopi terapeutici, sarà impiegata soprattutto per aiutare i pazienti terminali a contrastare i dolori provocati dalla patologia.

Il primo raccolto di super cannabis – un totale di 80 piante – è già stato completato e le piante sono adesso sottoposte a tutte le procedure richieste per le analisi e la raccolta dei dati. Successivamente la super cannabis di Stato sarà distribuita nelle farmacie, ma non prima che i Ministeri indichino i modi per farlo.

Come potrà essere assunta da chi vorrà farne uso? La super cannabis terapeutica potrà essere consumata come se fosse un decotto (come il tè, ad esempio): sarà venduta in barattoli da 5 milligrammi, si potrà sciogliere in acqua e poi potrà essere ingerita. Tuttavia non si esclude che in futuro la super cannabis possa essere impiegata come principio attivo per farmaci oppure per prodotti per aerosol.