Il Ministero della Salute ha deciso di cestinare, almeno per il momento, il decreto sulla cosiddetta appropriatezza sanitaria, attraverso cui si sarebbero potuti mettere alcuni limiti all’autonomia professionale dei medici, da far rispettare poi con sanzioni piuttosto importanti. Col decreto sull’appropriatezza sanitaria finito al macero dovrebbero cadere anche i tagli alle prestazioni sanitarie per pazienti oncologici, invalidi e cronici, si dovrebbe lavorare all’adeguamento del sistema informatico che regola la sanità e si lavorerà affinché il prossimo decreto appaia senz’altro migliore di quello che è stato scartato.

Dal Ministero della Salute si fa sapere che all’attuazione di un decreto che ha fatto discutere e protestare sin dall’inizio si è preferito sperimentare e monitorare la situazione. Una soluzione certamente preferibile poi ché il decreto che era stato partorito avrebbe presentato incertezza applicativa, troppa burocrazia ostacolante, disagi per i pazienti e pesanti proteste da parte dei medici, che a più riprese hanno minacciato di scioperare. Dalla concertazione con la categoria medica è quindi risultato che fosse meglio rinunciare ad un provvedimento che avrebbe tagliato oltre duecento prestazioni, a fronte di un risparmio di poco più di un centinaio di milioni di euro.

Insomma, il fatto che il decreto sull’appropriatezza sanitaria abbia subito uno stop non significa che il Ministero della Salute o il governo siano intenzionati a rinunciare del tutto a quanto stavano per mettere in pratica ma che dovranno essere molti i punti da smussare e da migliorare. A cominciare dalla definizione di erogazione di prestazione appropriata, dal quesito diagnostico da riportare sulla ricetta medica soprattutto dallo stop alle sanzioni per i medici, uno dei punti maggiormente dibattuti con la categoria.

Soddisfazione per la decisione del Ministero è stata espressa anche dalla Cgil, che in una nota ha spiegato: “Adesso parte una fase sperimentale durante la quale si dovranno monitorare le difficoltà applicative, anche di natura informatica, con la sospensione delle sanzioni per medici pubblici e direttori generali Asl. Nella prescrizione viene eliminato il codice che imponeva la limitazione prescrittiva e basterà scrivere il quesito diagnostico. Per pazienti oncologici, cronici o invalidi, i medici prescrittori possono non applicare le condizioni di appropriatezza. Si potranno prescrivere le prestazioni per monitorare patologie come il rischio cardiovascolare già accertate e non solo se c’è un sospetto o il rischio, e vengono chiarite le condizioni di erogabilità di diverse prestazioni, superando incongruenze e penalizzazioni per i cittadini“.