Ogni tanto, quella sagoma del dittatore nordcoreano Kim Jong-un si fa un cicchetto di vino di cobra per aumentare la sua virilità. Non un fatto così stravagante, considerando che la medicina tradizionale di molte parti del mondo prevede innumerevoli sistemi analoghi per combattere disfunzioni e sterilità maschile – per dire, in tutta l’Asia è diffusa la convinzione che le ossa di tigre combattano l’impotenza. Ma ora anche la scienza ufficiale, in un certo senso, si accoda al trend: un team di ricercatori australiani, infatti, ha appena scoperto che che lo sperma di coccodrillo marino può essere utile per contrastare gli effetti dell’infertilità nell’uomo.

Tranquilli, le analogie si fermano all’animale selvaggio, nessuno dovrà ingurgitare nulla. Semplicemente, secondo lo studio dell’Università di Newcastle pubblicato sulla rivista Proceedings of the Royal Society B, nel seme del coccodrillo marino è presente un gruppo di proteine molto simili a quelle che si trovano nello sperma umano, in grado di consentire agli spermatozoi di muoversi e riconoscere gli ovuli. “Il nostro obiettivo è di fare del coccodrillo marino un modello per comprendere le funzioni dello sperma a livello basico e vedere se possiamo applicare questa scoperta nel trattamento della sterilità nella nostra specie“, ha commentato il capoprogetto Brett Nixon.

Con questa ricerca, si è giunti anche a un altro risultato. Prima, si credeva che il processo di maturazione degli spermatozoi fosse unico nei mammiferi; invece oggi il team del professor Nixon ha dimostrato che lo sperma dei coccodrilli marini agisce in modo simile a quello dei mammiferi, inclusi gli esseri umani.