Tra i giovani, soprattutto negli ultimi anni, l’uso e abuso di alcolici, fumo, spesso anche droga e rapporti occasionali, molto spesso poco consapevoli, mettono a dura prova il loro destino riproduttivo. C’è anche da dire che i giovani maschi italiani pensano decisamente poco al futuro della loro fertilità.

Preoccupante è, infatti, la fotografia dei ragazzi italiani e l’amore presentata oggi all’Università La Sapienza di Roma, in occasione dell’incontro sul tema della fertilità maschile organizzato in collaborazione col Ministero della salute.

Dai risultati è emerso che circa il 40% dei maschi italiani, tra i 18 e i 22 anni, iscritti all’ultimo anno delle scuole superiori, non ha avuto rapporti sessuali. Li ha avuti invece il 60,3% dei ragazzi e la loro prima esperienza sessuale e’ stata a 16 anni e mezzo circa. Che dire, invece, della protezione? Ben il 48,3% delle persone sessualmente attive non si protegge in alcun modo durante i rapporti e il 59% dichiara di non usare nulla per evitare una gravidanza.

Ma non è tutto. Parliamo per un attimo di salute riproduttiva. Quasi un terzo degli intervistati e’ colpito da alterazioni genitali di vario livello che potrebbero mettere a rischio la loro fertilità, ma solo l’11,6% si è sottoposto ad accertamenti medici. La ricerca rientra nel progetto nazionale “Amico Andrologo” ed e’ stata condotta su oltre 10.000 giovani di età superiore ai 18 anni che frequentano l’ultimo anno delle scuole superiori, 4.000 dei quali sono stati anche sottoposti ad una visita andrologica volontaria. Lo studio ha evidenziato i seguenti comportamenti:  l’uso occasionale di alcolici è molto elevato (80%), mentre l’abuso di alcolici, con percentuali davvero preoccupanti, raggiunge il 30%. Rispetto agli USA, dove risulta che il 50 per cento dei ragazzi usa alcolici, il dato è nettamente superiore.

L’alcol, però, non è l’unica sostanza che potrebbe mettere a rischio la fertilità dei giovani italiani. Da ciò che è emerso, i ragazzi sarebbero anche particolarmente attratti dalle droghe, in particolar modo dalla marijuana/hashish (40-50%), popper (12-17%) e cocaina (8-10%). Basti pensare che bel il 29% dei ragazzi che ha partecipato all’indagine aveva assunto una droga nel mese precedente la visita.

Andrea Lenzi, direttore della sezione di fisiopatologia medica ed endocrinologia all’Università La Sapienza di Roma, spiega che “la maggioranza dei ragazzi pensa di essere informato ma non lo è, rivela tante fragilità e molta ansia, quindi una continua ricerca di scorciatoie anche per vivere piu’ facilmente la sessualità. Ciò spiega l’interesse elevato per gli abusi e per la cura del corpo, che sta divenendo un’ossessione tanto che, inaspettatamente, il 3,1% del nostro campione è risultato sotto peso. I disordini dell’apparato sessuale non sono vissuti come problemi, preoccupa di più la contraccezione, molto poco invece la prevenzione delle malattie che si trasmettono sessualmente.

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