La stenosi spinale è una patologia degenerativa che comporta il progressivo restringimento del canale vertebrale, con conseguente compressione del midollo e dei nervi spinali. A seconda di dove è posizionata la stenosi, possono manifestarsi sintomi diversi: i pazienti affetti da stenosi cervicale lamentano fitte dolorose simili a scariche elettriche, soprattutto durante la flessione in avanti del collo, ma anche intorpidimento, debolezza, sensazioni di bruciore e di formicolio nelle braccia; coloro che invece soffrono di stenosi a livello dorsale (L3, L4 ed L5), riferiscono dolore ai glutei o alla schiena e debolezza o formicolio alla coscia o alla gamba, che tuttavia migliora a riposo. In generale, possono inoltre insorgere alterazioni della sensibilità in alcune zone degli arti, difficoltà nella deambulazione e alterazioni della postura.

Una volta confermata la diagnosi di stenosi spinale, il medico curante valuterà se prescrivere una terapia conservativa volta ad alleviare i sintomi dolorosi e rallentare il peggioramento della patologia (terapia farmacologica a base di antidolorifici, iniezioni peridurali, riposo e fisioterapia), oppure consigliare direttamente l’ approccio chirurgico. Trattandosi tuttavia di una patologia degenerativa, anche qualora si preferisse iniziare con il trattamento conservativo, con il progredire della malattia e il conseguente peggioramento della sintomatologia dolorosa, i metodi conservativi tenderanno a non offrire più un sollievo duraturo, rendendo l’ intervento chirurgico l’ unica opzione praticabile.

Per quanto riguarda la stenosi spinale cervicale, l’ intervento maggiormente praticato è la foraminotomia cervicale; procedura volta ad allargare il canale spinale, alleviando così la compressione sul midollo e tutti i sintomi che da essa derivano. In caso di stenosi spinale lombare si è invece soliti praticare la cosiddetta laminectomia decompressiva, che comporta l’ asportazione delle strutture (porzioni di vertebre, legamenti e/o dischi) che causano la compressione dei nervi; spesso seguita da un intervento di stabilizzazione vertebrale.