Per stenosi mitralica si intende una riduzione patologica dell’ orifizio valvolare mitralico del cuore, con conseguenti anomalie e difficoltà nel passaggio del sangue dall’ atrio sinistro al ventricolo sinistro in fase di riempimento diastolico. Essendo il flusso sanguigno ostacolato, si determina quindi un ristagno di sangue all’ interno dell’ atrio, che a sua volta provoca un innalzamento della pressione interna.

Se trascurata, la stenosi mitralica può dunque portare a conseguenze molto gravi, con particolare riferimento alla diminuzione della gittata e della portata di sangue attraverso l’ aorta, all’ affaticamento del ventricolo destro ed alla conseguente condizione di insufficienza cardiaca.

I sintomi tipici della stenosi mitralica sono: dispnea, facile affaticamento (causato da una bassa gittata cardiaca), gonfiore a piedi e caviglie, palpitazioni, tosse stizzosa, congestione polmonare e fibrillazione atriale. Nei casi più gravi possono inoltre sopraggiungere angina pectoris, emoftoe, adinamia, infezioni polmonari, edema polmonare, embolie polmonari, trombi, ictus e infarto. La gravità dei sintomi dipende naturalmente dal grado di severità della patologia, ovvero dal grado di restringimento dell’orifizio della valvola, la cui area normalmente misura tra i 4 e i 5 cmq.

A seconda della gravità, la stenosi mitralica può quindi essere classificata come:

  • stenosi lieve: area valvolare inferiore ai 4 cmq ma superiore a 2
  • stenosi moderata: area valvolare compresa tra 2 e 1 cmq
  • stenosi grave: area valvolare inferiore ad 1 cmq