Per stenosi si intende il restringimento di un canale naturale, di un orifizio, di un organo cavo o di un vaso, tale da ostacolare il transito del contenuto. La stenosi intestinale costituisce quindi un restringimento del lume intestinale a livello di uno dei segmenti del tratto. La stenosi può essere sostenuta da cause infiammatorie, cicatriziali, neoplastiche e, in rari casi, congenite. Tra i diversi tipi di stenosi intestinale si segnalano quindi quelle infiammatorie, costituite da un restringimento dell’ intestino causato da una forte infiammazione che ispessisce le pareti intestinali, provocando sub-occlusione od occlusione (come nel caso del morbo di Crohn); le stenosi organiche, ovvero sostenute da processi cicatriziali e le stenosi anastomotiche post chirurgiche, frequente complicanza degli interventi subiti dall’ intestino. Tra le principali cause di occlusione meccanica troviamo inoltre tumori intestinali o extraintestinali (che provocano ileo da compressione), volvolo (anormale torsione di un segmento di intestino), malattia diverticolare, fecaloma, aderenze intestinali ed ernie.

Se le stenosi congenite sono rare, molto frequenti sono, purtroppo, quelle causate da neoplasie maligne (con particolare riferimento all’ adenocarcinoma del colon), responsabili di circa il 50% dei casi di occlusione. In questo caso si parlerà quindi di stenosi maligne, che nella maggior parte dei casi richiedono un intervento chirurgico d’ urgenza, poiché l’ occlusione intestinale si presenta spesso in fase avanzata.

Sebbene l’ ostruzione acuta colo-rettale sia spesso causata dal carcinoma colo-rettale, come visto in precedenza, può tuttavia essere dovuta anche a patologie benigne, caratterizzate da lenta evoluzione, come nel caso di diverticolosi complicata, ischemia intestinale e malattia di Crohn. La dilatazione endoscopica, con posizionamento di stent metallici, rappresenta in questi casi il trattamento d’ elezione per le stenosi colorettali benigne.