Normalmente la stanchezza è un fatto transitorio che può essere collegato a periodi di intenso lavoro o di studio, a sforzi fisici, ma basta un po’ di riposo per recuperare le energie perse. Quando però questa sensazione di affaticamento a si protrae per periodi più lunghi, allora la stanchezza può essere sintomo di qualche altro problema.

QUANDO LA STANCHEZZA E’ UN SEGNALE D’ALLARME

La stanchezza è spesso debilitante e le ripercussioni sulla vita quotidiana possono essere anche gravi. Ci si sveglia già stanchi, ci si ammala spesso, a volte può essere associata a stress o a una leggera depressione. Spesso si presenta come segnale d’allarme di alcune malattie, oppure come sintomo a sé stante, senza riferimento a una precisa causa organica.

LE CAUSE DELLA STANCHEZZA

Le malattie che possono provocare una profonda stanchezza sono anemia, epatite, problemi della tiroide, iper funzionalità delle ghiandole surrenali, mononucleosi. Anche la pressione bassa, le intolleranze alimentari, i disturbi del sonno, (tranquillanti e sonniferi, lassativi e diuretici nonché l’assunzione di alcuni farmaci) rientrano tra le cause che possono originare la stanchezza.

CHE FARE IN CASO DI STANCHEZZA CRONICA

Fare piccoli passi distribuiti in modo uniforme durante il giorno contribuisce a mantenere la glicemia controllata e ad attenuare notevolmente il senso di stanchezza. Bevete in abbondanza: anche la disidratazione può provocare affaticamento. La mancanza di riposo è causa di affaticamento. Per favorire il sonno è importante svegliarsi e andare a dormire alla stessa ora ogni giorno.

RIMEDI FITOTERAPICI

  • Avena sativa va usata quando la stanchezza rende difficile anche il sonno. Si può usare la tintura madre alla dose di 20 gocce 1-3 volte al giorno, per più giorni.
  • Damiana è utile in caso di stanchezza psicofisica. Ponete in una tazza di acqua fredda 2 cucchiaini di foglie essiccate; lasciate bollire lentamente per 1 minuto, quindi togliete dal fuoco; lasciate in infusione per 10 minuti, filtrate e bevetene 3 tazze al giorno, per 1-2 mesi. In caso di impotenza dovuta a stanchezza: assumete 15 gocce di tintura madre di damiana abbinate a 15 gocce di tintura madre di muirapuama, con un po’ di acqua, 3 volte al giorno, per 2 mesi.
  • Eleuterococco, adatto per le donne, si può efficacemente utilizzare in più preparazioni: si può assumere la tintura madre alla dose di 20 gocce 1-3 volte al giorno, per più giorni, ma si possono assumere anche 1-3 compresse di estratto secco al giorno, proseguendo il trattamento per almeno 1 mese.
  • Ginseng, adatto per gli uomini, migliora la vigilanza e lo stato di benessere psicofisico generale. Assumete 50 gocce di tintura madre, con un po’ di acqua,1-3 volte al giorno, per 1-2 mesi. In alternativa, una capsula di estratto secco, 1-3 volte al giorno, per un massimo di 3 mesi, poi interrompete il trattamento per un mese circa. Se si riesce ad assumere ginseng regolarmente, bisogna avere la cautela di interrompere il trattamento “naturale” per almeno 2-3 settimane ogni 2 mesi. È particolarmente utile assumere il ginseng durante il periodo autunnale, per rinforzare al meglio l’organismo dell’arrivo dell’inverno.
  • Sequoia gigantea, macerato glicerico: ha un’importante azione tonificante, nella dose di 40 gocce, 2 volte al giorno, soprattutto nel soggetto anziano.
  • Olea europaea, macerato glicerico: adatto in caso di ipertensione, svolge un’azione tonificante e si assume nella dose di 40 gocce, 2 volte al giorno.

INTEGRATORI

  • Vitamine del gruppo B, 1-2 compresse al giorno. In caso di cronicità, si deve garantire l’apporto delle vitamine del gruppo B, in particolare della B6.
  • Coenzima Q10, 60 mg al giorno. Favorisce l’ossigenazione dei tessuti.
  • Polline, in granuli, fino ad arrivare a un chucchiaino al giorno. Aumenta il livello di energia.

[Attenzione: le dosi e le formule consigliate sono frutto di combinazioni che possono variare a seconda della condizione soggettiva e la loro efficacia dipende dalla sensibilità personale del paziente. Prima di procedere con l'inizio di una cura, se non siete già esperti, consultatevi con un naturopata, un erborista o un omeopata di fiducia che si accerti che non vi siano controindicazioni alla cura. Se il problema persiste o se i sintomi peggiorano, rivolgetevi subito a un medico.]