In Italia, quattromila tonnellate al giorno di alimenti vengono gettate in discarica: in cima alla lista dello spreco alimentare ci sono pane, ortaggi, frutta affettati, pasta, scatolame. Ogni anno, sempre in Italia, restano invendute circa 240mila tonnellate di alimenti, che poi diventano rifiuti. Che fare? Azzerare gli sprechi alimentari, in realtà, si può. Ecco come.

LE REGOLE PER AZZERARE GLI SPRECHI ALIMENTARI

  1. Compostaggio domestico e urbano: questa è la prima cosa da fare per disintasare le discariche e le strade dai nostri rifiuti domestici. Un bellissimo esempio di compostaggio urbano arriva dalla Napoli del 1700, descritta da Goethe come una sintesi perfetta del riciclo urbano: i rifiuti e i rimasugli della cucina venivano portati verso gli orti che circondavano la città, con il risultato che la città godeva di colture concimate e strade pulite. Se l’amministrazione locale fornisse anche un servizio di ritiro dell’umido, ci guadagnerebbero anche gli autocompostatori, ottenendo gratis un ottimo humus per le loro coltivazioni e sconti sulle tasse dei rifiuti. L’humus farebbe comodo a giardinieri e orticoltori, che potrebbero organizzarsi anche per il ritiro in auto-gestione. Per il compostaggio domestico, trovate tutte le informazioni nei miei articoli sul biogiardinaggio.
  2. La fermentazione bokashi: esiste una nuova tecnica per chi vuole smaltire i rifiuti organici in casa, chiamata per l’appunto “fermentazione bokashi”, e si avvale dell’aiuto di potenti microrganismi anaerobici che permettono una rapido procedimento di decomposizione. Il materiale organico, infatti, fermenta e si decompone già in 3-4 settimane. Il bidone che si utilizza per la fermentazione bokashi è a doppio fondo e chiusura ermetica, e può essere messo sia in casa che su un terrazzino. Sul fondo ha un rubinetto dal quale fare fuoriuscire periodicamente il percolato, che servirà per fertilizzare naturalmente i nostri fiori e le piante di casa (la dose è di 10 ml di percolato diluito in 1 litro d’acqua). Maggiori informazioni le trovate qui: http://ortodicarta.wordpress.com/tag/bokashi.
  3. Niente sprechi in cucina: per avere meno scarti da compostare, l’unica soluzione è non produrne! Come? Vi segnalo un manuale, chiamato “Il cuoco leggero” ed edito da Altraeconomia, con tutte le strategie per non buttare mai più il cibo. La prima regola è acquistare cibo di buona qualità. Secondo: imparare a non far comparire vermetti a farfalline nei cereali. Terzo: imparare a cucinare gli avanzi in modo creativo, e ancora, riutilizzare l’olio (ad esempio per autoprodursi il sapone), e così via…

Insomma, meno sprechi, meno rifiuti, più soldi che ci restano in tasca!