In pochi sanno che il chiodo di garofano (Eugenia aromatica) è un albero sempreverde della famiglia delle Myrtacee. Poco si sa di questa pianta, se non dei suoi frutti, delle bacche sormontate da un calice lobato. In realtà, il chiodo di garofano produce anche dei fiori piccoli e dal colore rosso porpora, con una corolla formata da 5 petali e riuniti in grappoli, posti nella parte terminale dei rametti, ed ha delle foglie opposte e lanceolate, di consistenza rigida, con la pagina superiore liscia verde lucente e quella inferiore più chiara, provviste di un corto picciolo.

CHIODO DI GAROFANO: I FONDAMENTALI

Il chiodo di garofano vive nelle regioni calde dell’Asia e dell’America. Nei nostri climi la sua coltivazione è impossibile; non è infatti presente nemmeno nei giardini botanici. Le parti da utilizzare sono i bocci fiorali che si raccolgono prima della schiusura del fiore. Per la conservazione, si staccano i grappoli fiorali e si lasciano essiccare al sole, poi si dividono i singoli fiori e si conservano in barattoli.

PURIFICATORI DELL’ALITO

Rimedio prezioso per molti disturbi e fragranza inconfondibile per tante pietanze: questo è il curriculum di tutto rispetto dei chiodi di garofano. Il chiodo altro non è che il bocciolo di un albero tropicale estremamente aromatico. Già nell’antica Cina, intorno al 200 d.C., i chiodi di garofano godevano di una tale reputazione che coloro che si rivolgevano all’imperatore erano obbligati a masticarne in abbondanza; questo accorgimento aveva lo scopo di rendere l’alito profumato e purificato, cosicché i sudditi fossero degni di parlare al loro signore. Nell’antica medicina cinese, comunque, i chiodi di garofano avevano uso amplissimo: si andava dal trattamento di problemi digestivi alla cura di diarree, ernie e infezioni da funghi. Anche nei libri di antica medicina indiana i chiodi di garofano venivano spesso citati, soprattutto in relazione a malattie di tipo circolatorio e digestivo.

UNA DROGA PREZIOSA

Intorno al IV secolo d.C. i chiodi di garofano giunsero anche in Europa, insieme a molte altre spezie ritenute preziosissime e alle quali si attribuirono molteplici proprietà officinali. Se il successo di questa droga non diminuì nel tempo e la sua richiesta di importazione fu sempre viva: è famoso l’aneddoto di Magellano che, nel 1512, di ritorno dal suo giro del mondo, donò ai reali di Spagna un quantitativo notevole di chiodi di garofano: una sorta di pregiato souvenir proveniente da paesi lontanissimi.

UN EFFICACE ANALGESICO

Il chiodo di garofano è stato nel passato utilizzato sovente in caso di nausea, diarrea, vomito, ma anche per curare la tosse, l’infertilità, le verruche e, soprattutto -  da quando ci si accorse che esso può fungere da ottimo analgesico -  per calmare il mal di denti. Ma, grazie al suo inconfondibile profumo, quest’erba è stata spesso impiegata in medicina e in miscele con altre piante anche semplicemente per rendere più piacevole al palato sciroppi e infusi. L’aroma di questa droga, dolce e penetrante, ha avuto sempre molto successo anche in cucina, dove è spesso associato a leccornie come creme e dolciumi. I fiori di garofano possono essere usati anche semplicemente per profumare gli ambienti: se infilzati in un limone o un’arancia, e posti in modo ordinato nella scorza, si trasformano in un originale deodorante dalla piacevole fragranza e dall’aspetto decorativo.