Se il rosmarino richiama “la rugiada del mare”, un’altra spezia dall’aroma inconfondibile, è l’origano, che è però legato alla montagna. Chiamato anche acciughero, cornabusa, erba acciuga, menta bastarda o regamo, l’origano è una pianticella erbacea perenne della famiglia delle Labiate, che raggiunge anche gli 80 cm di altezza. Dal fusto eretto e di color rossastro, porta foglie opposte e provviste di picciolo, di forma ovale o ellittica, con apice acuto e margine intero o leggermente dentellato. I suoi fiori sono piccoli, di colore rosa intenso o rosso, riuniti in grappoli posti all’apice dei rametti. Compaiono in luglio e agosto. I frutti (acheni) sono piccoli, ovali e di colore scuro.

ORIGANO: I FONDAMENTALI

L’origano si trova nei campi incolti, lungo i bordi delle strade, in terreni assolati e rocciosi, e nei boschi fino a 2000 metri di altitudine. Si semina in semenzaio alla fine dell’inverno e a maggio si trapiantano le piantine a dimora, oppure si può riprodurre per divisione dei cespi in autunno.Le parti utilizzate sono le foglie e le sommità fiorite, che si raccoglono in estate. Per la sua conservazione, si recidono i fusti e li si fa essiccare appesi legati a mazzi in un luogo ombroso e aerato; quindi si conservano in sacchetti di carta.

LA GIOIA DELLE MONTAGNE

La prima cosa che viene in mente pensando all’origano è senza dubbio la pizza, il cui appetitoso profumo è determinato in gran parte proprio dall’uso di questa pianta. Tuttavia, soprattutto nell’Italia meridionale, ha da sempre avuto un largo impiego anche in molte altre vivande. Si tratta infatti di una pianta che cresce spontanea un po’ ovunque, ma è solo nelle zone più calde, e in particolare dell’area del Mediterraneo, che acquista il suo inconfondibile profumo, così intenso da essere percepito a grandi distanze. Il nome origano è composto da due termini di orign greca: oros, che significa montagna, e ganos, che significa splendore, delizia. L’origano è quindi “la gioia delle montagne”: esso infatti cresce nelle zone più rocciose e impervie, rallegrando il paesaggio con il rosa acceso dei suoi fiori.

LA LEGGENDA DI AMARACO

Esiste anche un famoso mito che racconta l’origine di questa pianta: si narra infatti che presso il re di Cipro viveva un giovane sensibile e gentile, il cui nome era Amaraco (in spagnolo l’origano ha proprio questo nome). Un giorno fu incaricato di portare presso la mensa del re una preziosa ampolla che conteneva un unguento dal fragrantissimo profumo. Il re intendeva meravigliare i suoi commensali mostrando loro questo prezioso oggetto, ma quando Amaraco entrò nella stanza inciampò malamente e l’ampolla gli cadde di mano andando in mille pezzi. Tanta fu la disperazione del giovane, e tanto il timore di aver perduto la fiducia del re, che morì di crepacuore. Gli dei allora, commossi, fecero un ultimo dono ad Amaraco, trasformandolo nella pianta di origano e attribuendogli la straordinaria fragranza dell’unguento che aveva in qualche modo procurato la sua morte.

UNA PIANTA DALLE VIRTU’ MEDICINALI

Come pianta medicinale l’origano ha una storia lunga e ricca: usato nella tradizione cinese per trattare febbre, vomito, diarrea, itterizie e affezioni cutanee, è stato da sempre usato anche in Europa soprattutto per facilitare la digestione e per curare tossi, raffreddori e febbri. L’origano veniva anche bruciato insieme a menta e timo in periodi di pestilenza, perché si riteneva fosse capace di purificare l’aria e tenere lontane le malattie.