Caterina Simonsen è una ragazza di 25 anni che studia Medicina veterinaria all’Università di Bologna. Nel 2009 è stata colpita da quattro malattie genetiche rare (immunodeficienza primaria, deficit di proteina C e proteina S, deficit di alfa-1 antitripsina, neuropatia dei nervi frenici), a cui si aggiungono prolattinoma, un tumore ipofisario, e a reflusso gastroesofageo, asma allergica e tiroidite autoimmune. Il suo letto nel reparto di pneumologia dell’ospedale di Padova è circondato dai macchinari che le permettono di respirare: per respirare è costretta a passare dalle 16 alle 22 ore al giorno attaccata a un respiratore, per bocca e in vena. Tra le decine di farmaci che deve assumere anche alcuni indicati per curare cani, gatti, furetti, rettili e uccelli.

In una delle migliaia di foto postate su Facebook è ritratta con un respiratore sulla bocca e un foglio in mano in cui ringrazia la sperimentazione scientifica sugli animali (CLICCA QUI PER LA GIORNATA MONDIALE CONTRO GLI ANIMALI DA LABORATORIO). E per questo ha ricevuto sul social network (e già denunciato) oltre 30 ‘auguri’ di morte e 500 offese da parte di estremisti animalisti: “Io ho 25 anni grazie alla vera ricerca, che include la sperimentazione animale. Senza la ricerca sarei morta a 9 anni. Mi avete regalato un futuro. Vi faccio vedere come si vive con le mie malattie, io metto ‘a nudo’ la mia realtà perché voi capiate che l’unica mia ‘colpa’ in tutto ciò sia stata ‘curarmi’ senza uccidere nessuno direttamente. Il mio obiettivo è laurearmi e salvare gli animali. Ma devo dire che ancora oggi la sperimentazione animale in Italia è necessaria e obbligata, fino a che non ci sarà un metodo alternativo valido”.

Caterina, che non mangia carne, non ha perso il suo splendido sorriso: cerca di vivere una vita normale e il suo sogno è di correre una maratona. Per poter dare gli esami all’Università segue un programma studiato appositamente per lei. Quattro volte è finita in rianimazione e nell’ultimo anno ha accumulato 12 settimane di ricovero e 20 di terapia endovena. Il suo post iniziale, rilanciato su Facebook dal gruppo “A favore della sperimentazione animale” ha ricevuto oltre 13mila likes ma ha suscitato anche una pioggia di insulti. Alcuni tra i più crudi: “Se crepavi anche a 9 anni non fregava nulla a nessuno, causare sofferenza a esseri innocenti non lo trovo giusto” scrive Valentina. Gli fa eco Mauro: “Per me potevi pure morire a 9 anni, non si fanno esperimenti su nessun animale, razza di bestie schifose”. Fino all’assurdo commento di Perry: “Magari fosse morta a 9 anni, un essere vivente di m… in meno e più animali su questo pianeta”. Di questi soggetti se sta già occupando la polizia postale, a cui sono stati consegnati nomi e cognomi degli autori.

Il caso ha scosso anche gli ambienti politici: “Ho visto il suo video e voglio dirlo con tutta la mia forza: io sto con Caterina” ha scritto su Twitter il segretario del Pd Matteo Renzi (LEGGI QUI LE ULTIME NOTIZIE SU RENZI) rilanciando l’hashtag #iostoconcaterina che da due giorni mobilita la Rete e si schiera con la giovane studentessa. Carlo Giovanardi, esponente dei Popolari liberali, esprime alla ragazza “la più affettuosa solidarietà per il linciaggio a cui è stata sottoposta da fanatici animalisti”. Tra i numerosi messaggi di solidarietà anche quello della Federazione italiana associazioni diritti animali e ambiente di Michela Vittoria Brambilla (QUI UN APPROFONDIMENTO SULLA LEGA ANTIVIVISEZIONE) che prende le distanze affidando la risposta alla biologa Susanna Penco, ricercatrice dell’Università di Genova e malata di Sla: “Mi sconfortano le parole offensive verso la studentessa, poiché educazione e civiltà sono valori imprescindibili, ma non credo che i rimedi ai mali umani stiano nello studio fatto su esseri viventi diversi da noi: e tutto questo lo vivo sulla mia pelle. La sperimentazione animale può essere anticamera di cocenti delusioni. Ve ne sono molti esempi, anche riguardanti farmaci in commercio”. 

Sulla sua pagina Facebook la vicenda, i messaggi e le sue foto sono pubbliche. Il 28 dicembre Caterina ha scritto un messaggio: “Principalmente rivolto ai giornalisti: io sono ricoverata perché STO MALE. Non è il momento per interviste. Poi, comunque, la mia idea l’ho espressa in 3 video, l’ultimo dei quali diviso in 2 parti. Per cui gradirei, almeno x adesso, di non essere disturbata. In questo momento vorrei visite solo di amici veri, Enrico e parenti . Pace e bene, migliori auguri a tutti”. 

Paolo Sperati su @Twitter e @Facebook