La speranza di vita degli uomini si è andata allungando con il crescere del benessere ed è anche probabile che il limite di sopravvivenza del corpo umano possa ancora essere spostato più in là.

E’ quanto emerge da una ricerca condotta da Oskar Burger, dell’Istituto di Ricerche Demografiche Max Planck in Germania, che da anni indaga sull’evoluzione della longevità.

Secondo lo studioso tedesco l’uomo, che da sempre si è impegnato nella lotta contro l’invecchiamento e contro la morte, ha raggiunto dei risultati insperabili su questo fronte: basta pensare al fatto che la speranza di vita di un uomo di 72 anni oggi, che vive in un paese avanzato, è paragonabile a quella che aveva un 30enne cacciatore-raccoglitore di 10.000 anni fa.

Il limite della mortalità umana è stato spostato in avanti soprattutto negli ultimi 100 anni, il che indica che questo allungamento della speranza di vita è dovuto non ad una predisposizione genetica dell’uomo (l’organismo umano è progettato per degenerare dopo la fase di riproduzione) ma alle migliorate condizioni di vita rese possibili da una maggiore conoscenza del corpo umano e dei suoi meccanismi.

Secondo Oskar Burger dal 1840 ad oggi, ogni anno siamo riusciti a guadagnare mediamente tre mesi di vita. L’essere umano ha superato i suoi limiti naturali, riuscendo ad ottenere, grazie alla conoscenza, un allungamento della vita impensabile fino a qualche tempo fa.