Spendere dei soldi o fare dei regali ad altre persone potrebbe aiutare a migliorare la propria salute: mettere mano al proprio portafoglio e spendere soldi per gli altri, infatti, aiuterebbe ad abbassare i valori della pressione sanguigna.

A rivelarlo è un’indagine realizzata dall’Università della British Columbia che sarà pubblicata nel numero di gennaio del Journal of Health Psychology: lo stesso ha  infatti evidenziato come, nelle persone con una pressione sanguigna alta, spendere dei soldi per altri era in grado di far abbassare gli stessi valori.

Più hanno speso, oltretutto, più i benefici per la salute si protraevano nel tempo: può sembrare strano e anche gli stessi ricercatori non sono ancora esattamente sicuri cosa può essere a far scatenare questa reazione, ma pensano che possa essere qualcosa legata al rilascio dello stress.

Nello studio svolto dai ricercatori della struttura universitaria sono stati esaminati 73 individui di età adulta ai quali è stata diagnosticata la pressione alta: a questi è stato chiesto di spendere più soldi per altre persone o per sé stessi. Come risultato è emerso che coloro che spendevano più soldi per gli altri, per tre settimane consecutive possedevano una pressione più bassa (sia sistolica che diastolica, ovvero massima e minima) rispetto a coloro che, invece, avevano speso dei soldi per sé stessi. Questi ultimi, infatti, non hanno mostrato né miglioramenti né peggioramenti.

Durante la stessa ricerca sono stati esaminati anche i risultati raccolti dai 186 anziani – sempre diagnosticati con pressione alta – coinvolti nello studio MIDUS (Midlife in The US) e hanno dimostrato sempre che “più soldi spendevano per altre persone, più la loro pressione era bassa nei due anni a seguire”.

Secondo i ricercatori dello studio, l’entità di questi effetti sarebbe stata paragonabile a quelli ottenuti attraverso l’intervento di farmaci antidepressivi o dell’esercizio fisico. “Insieme” si legge nel resoconto dello studio, “questi risultati suggeriscono che spendere soldi per altri può formare una salute cardiovascolare, fornendo così un percorso attraverso il quale il comportamento pro-sociale permette di migliorare la salute fisica tra gli anziani ritenuti a rischio”.