Scambio di quote di emissione, istruzioni per l’uso per compagnie aeree commerciali, cargo e charter. Sapere come agire, in che momento e con quali strumenti può non solo far evitare costosissime sanzioni, nell’ordine di 100 euro per quota non comprata, ma anche tradursi in guadagno. Perché quello delle quote di emissione è un vero e proprio mercato finanziario, quindi è meglio sapersi muovere bene.

IL MERCATO DELLE QUOTE DI CO2
Eppure, le compagnie aeree non sembrano essere adeguatamente informate sulla normativa entrata in vigore dal 1 gennaio 2012. “Il 90% non sa ancora di cosa si parla e solo un 10% è sufficientemente informato”, spiega all’Adnkronos Jacopo Visetti, fondatore e amministratore di AitherCo2 che fornisce servizi finanziari nel mercato ambientale ed energetico mondiale.
Ed ecco di cosa si tratta. Dal 1 gennaio, tutte le compagnie del settore aeronautico coinvolte nel sistema comunitario di scambio delle quote di emissioni dei gas serra sono obbligate a verificare le proprie emissioni e a bilanciarle. Il decreto legislativo del 30 dicembre 2010 ha infatti stabilito che tutti gli operatori che esercitano l’attività di trasporto aereo sono inclusi nel sistema comunitario di scambio delle quote di emissione.

IL SISTEMA ETS
Con la recente decisione della Commissione Ambiente della Corte Suprema dell’Unione Europea che conferma la legittimità dell’applicazione nei confronti di tutti i vettori aerei in transito sui cieli europei, l’aviazione entra in modo definitivo nell’Eu Ets – Emission Trading System.
Per chiarire le dinamiche del mercato delle emissioni, AitherCO2 ha organizzato a Milano l’incontro ”L’aviazione nell’Eu Ets”, allo scopo di informare le compagnie aeree sul funzionamento e le opportunità che offre il settore e trasformare ciò che viene percepito come un obbligo in una opportunità di guadagno. “Basta saper usare gli strumenti finanziari adatti, ad esempio studiando i derivati”, spiega Visetti.

CHI CI GUADAGNA?
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