C’è stato un lungo periodo in cui era molto comune trovare persone che in casa avevano pitoni, iguane e animali esotici di ogni tipo. Fortunatamente ora c’è molta più informazione e consapevolezza ed è diminuito il numero di persone che ha questo tipo di animali, ma, secondo la Commissione Europea le specie aliene che con questo e in altri modi sono state importate nel nostro continente sono ormai 16 mila.

Non 16 mila esemplari, ma 16 mila specie diverse che, una volta a contatto con un ambiente diverso dal loro, si sono evolute provocando delle fortissime ripercussioni ambientali. Il rischio maggiore è quello di uno squilibrio del sistema ambientale europeo nel suo complesso e dei piccoli miscrosistemi specifici di ogni regione:

Come ha spiegato il commissario per l’ambiente Janez Potočnik

Le specie estranee invasive causano sempre più problemi alle nostre risorse naturali, alla salute delle persone e all’economia. Il rischio deriva dalle specie non autoctone, il cui numero tende ad aumentare costantemente in un mondo sempre più interconnesso. La rete Easin aiuterà i cittadini europei a ottenere maggiori informazioni in merito alla localizzazione delle specie non autoctone e al loro livello di diffusione, contribuendo così a migliorare il processo di elaborazione delle politiche su tale complessa questione.

Un rischio concreto, quindi, che deriva in primo luogo da una scarsa informazione sull’argomento e, soprattutto, da una scarsa coscienza ambientale di tutti coloro che, per sfizio, comprano un iguana piccolina e che poi a abbandonano quando questa diventa troppo grande e non più gestibile.