Due incidenti particolarmente gravi che possono capitare agli animali e che richiedono i riflessi pronti per prestare soccorso in modo tempestivo ed adeguato sono quelli dell’annegamento e del morso di serpenti velenosi come la vipera. Vediamo come comportarci…

COSA FARE IN CASO DI ANNEGAMENTO?

I casi di annegamento nei cani e nei gatti non sono molto frequenti , in quanto sanno nuotare istintivamente. Può accadere però che un animale cadendo in acqua subisca dei traumi che gli rendono impossibile il nuoto o, ancora, che non riesca ad uscire dall’acqua e si sfinisca finendo con l’affogare, come accade a quei soggetti che cadono nelle piscine o nei corsi d’acqua con forti correnti e argini molto ripidi. La prima cosa da fare è quella di allontanare l’acqua presente nei polmoni. Se si tratta di un gatto o di un cane di piccola taglia l’ideale è metterlo a testa in giù sollevandolo per gli arti posteriori comprimendo con una mano il torace per 2-3 secondi più volte per facilitare la fuoriuscita dell’acqua. Nei cani di grossa taglia deve essere effettuato lo stesso massaggio, utilizzando entrambe le mani, mentre sono sdraiati su di un lato con la testa tenuta più bassa del corpo. La ripresa della respirazione è segnalata dalla comparsa dei movimenti respiratori e da colpi di tosse. Se non si dovessero verificare occorre praticare la respirazione artificiale in attesa dell’intervento del veterinario.

COSA FARE IN CASO DI MORSO DI VIPERA?

Le vipere rappresentano un grave pericolo per i cani che quando hanno la fortuna di poter girovagare per i boschi ficcano il muso negli anfratti e nei cespugli dove questi rettili sono soliti nascondersi. Oltre che velenoso il morso della vipera è molto doloroso: l’animale, se non muore sull’istante, incomincia a gemere e guaire disperatamente. La gravità del morso dipende dalla sede colpita, in cui la circolazione sanguigna può essere più o meno abbondante, dalla quantità del veleno inoculato, dalla specie a cui appartiene la vipera, dalla stagione, dall’ipersensibilità individuale al veleno e dall’età e dalla taglia del cane. La zona colpita appare tumefatta, calda, dolente e visi possono individuare due forellini lasciati dai denti del rettile, circondati da piccole emorragie. Una volta individuata la sede del morso occorre agire tempestivamente per impedire che il veleno si diffonda nell’organismo applicando un laccio di 5 centimetri sopra la ferita senza stringerlo molto per non fermare la circolazione arteriosa e allentando ogni 5 minuti circa. A questo punto si deve procedere ad allontanare la maggior quantità possibile di veleno praticando, con molta cautela in modo da non ledere i grossi vasi sanguigni, un taglio a croce profondo 2-3 mm sulla ferita e schiacciando la parte con le dita in modo da far sanguinare la ferita. In seguito la lesione va lavata e disinfettata con abbondante acqua ossigenata. A questo punto , se lo si ha a disposizione, occorre iniettare il siero antiofidico metà attorno alla ferita e, dopo 10 minuti se non si sono verificate reazioni allergiche, l’altra metà per via intramuscolare. Ora si può levare il laccio e praticare un’iniezione di cortico-steroidi per via intramuscolare per combattere lo stato di shock. Il cane va comunque trasportato dal veterinario al più presto.