Bella novità, direte voi… lo siamo un po’ tutti, incazzati neri, di questi tempi. Ma loro lo sono di più e lo hanno anche messo per iscritto. Chi sono e perché protestano?

GLI INCAZZATI NERI

Loro sono quelli di incazzatineri.it, un sito web appena inaugurato dalla coalizione “Fermiamo il Carbone”, in una campagna “contro il combustibile più vecchio e sporco che c’è”. Lo scopo? Far partecipare i cittadini per mostrare il dissenso generale e condiviso contro le centrali a carbone italiane, che continuano a produrre energia nel modo più inquinante possibile.

Fanno parte di Fermiamo il Carbone molte delle maggiori associazioni ambientaliste italiane, tra cui Aiab, Alternativa, AltraMente scuola per tutti, AltroVe, Arci, Auser, A Sud, Cepes, Circolo AmbienteScienze, Comitato Energiafelice, Comitato SI’ alle Rinnovabili NO al nucleare, Coordinamento Veneto contro il carbone, ed Ecologisti Democratici.A loro si sono uniti in supporto anche Eurosolar, Fairwatch, Fare Verde, Federazione nazionale Pro Natura, Federconsumatori, Forum Ambientalista, Greenpeace, ISDE-Medici per l’Ambiente, Italia Nostra, Kyoto Club, Legambiente, Lega Pesca, Libera Tv, Lipu, Movimento difesa del cittadino, Movimento Ecologista, OtherEarth, Rete della Conoscenza (Uds-Link), RIGAS, Slow Food Italia, Sos Rinnovabili, Terra! Onlus, Vas, Wwf, e Ya Basta.

CONTRO GLI OBIETTIVI DEL 2020

Il carbone, spiegano, è una strategia di produzione dell’energia antica ed inquinante, che ci allontana a passi da gigante dagli obiettivi dei trattati internazionali sulle emissioni di Co2 nell’atmosfera. In più, i risultati dell’incuria per il clima e per l’ambiente dell’Italia è sotto gli occhi di tutti, con il risultato dei dissesti idrogeologici non appena piove un po’ di più e ci scappano i morti. Per questo i promotori del comitato chiedono che gli impianti di produzione di energia dal carbone esistenti in Italia vengano riconvertite e siano utilizzati per scopi diversi.

Tutte le informazioni sulla campagna possono essere trovate sul sito degli “incazzati neri“, dove potete anche inviare la vostra faccia “nera nera” per partecipare attivamente alla campagna.