È nota da tempo la relazione tra la quantità delle ore che si dedicano al sonno e la possibilità di aumentare di peso.

Numerosi studi in materia, infatti, hanno evidenziato la relazione tra la mancanza di riposo notturno, o la bassa qualità di questo, e la diminuzione della produzione di leptina, l’ormone che ha il compito di regolare lo stimolo della fame. Nuovi studi, però, dimostrano che questa relazione si basa anche su alcuni processi cerebrali.

Qualche giorno fa a “Sleep 2012”, il meeting che tutti gli anni viene organizzato dalle Associated Professional Sleep Societies è stato presentato uno studio condotto dai ricercatori dell’Università della California che mette in evidenza come la mancanza di un adeguato riposo, sia in termini di quantità che di qualità, è responsabile dell’aumento di peso.

L’esperimento che ha messo in luce questa relazione è stato condotto su di un gruppo di volontari ai quali sono state presentate delle immagini di cibi diversi, sia cibi sani che i cosiddetti junk food, in due diverse occasioni, ma sempre mentre erano controllati attraverso la risonanza magnetica. Una prima prova è stata fatta dopo una normale notte di sonno, la seconda, invece, dopo che i volontari erano stati privati del riposo.

La ricerca ha messo in evidenza che la mancanza di sonno mette a repentaglio l’attività cerebrale del lobo frontale del cervello, quello preposto al controllo del comportante e alle scelte complesse, e questo porta le persone che non hanno avuto un adeguato riposo a prediligere cibi spazzatura piuttosto che quelli sani.