Il solstizio d’inverno cade convenzionalmente ogni anno nel giorno del 21 dicembre. Questa data coincide anche con i festeggiamenti della festa pagana di Yule, ancora festeggiata in molti paesi nordici e negli Stati Uniti, dal 20 a 23 dicembre di ogni anno, a seconda del calendario Gregoriano e dell’allineamento dei pianeti. Yule (che si pronuncia “iuel”) è il tempo dell’anno in cui il periodo di buio durante l’anno raggiunge il suo massimo rispetto a quello di luce: in altre parole. A partire dal giorno successivo al solstizio, il sole comincerà a sorgere un po’ prima e salirà un po’ più alto nel cielo.

LA NOTTE DEL SOLSTIZIO

Conosciuta come “Notte del Solstizio”, o notte più lunga dell’anno, la rinascita del sole era un tempo celebrata con molta gioia. In questa notte, i nostri avi celebravano la rinascita del Re Quercia, il Re Sole, il Donatore di Vita che riscaldava la Terra ghiacciata. Dalla notte del solstizio in poi, i giorni divenivano più lunghi. Per questo, falò venivano accesi nei campi, le colture e gli alberi venivano “innaffiati” con i brindisi di sidro speziato. I bambini ricevevano in regalo cesti di mele e chiodi di garofano, arance, rami sempreverdi e spighe essiccate di grano cosparse di farina. Le mele e le arance rappresentavabo il sole; i rami sempreverdi rappresentavano l’immortalità (i sempreverdi erano sacri ai celti perché non “morivano” durante l’inverno, andando così a rappresentare l’aspetto divino dell’immortalità); le spighe rappresentavano il raccolto e la farina era il successo, il trionfo della luce, della vita, sul buio e la morte dell’inverno. Le case venivano decorate con edera e agrifoglio, anche all’interno, per invitare gli Spiriti della Natura ad unirsi alle celebrazioni degli uomini. Anche il vischio veniva appeso alle porte delle case come decorazione: rappresentava il seme del Divino, e i Druidi si addentravano nel profondo delle foreste in pieno inverno per riuscire a raccoglierlo.

IL CEPPO DI YULE

Il tradizionale ceppo di Yule era però l’aspetto più simbolico del Solstizio d’Inverno. Il ceppo doveva essere stato raccolto dal proprietario del terreno, o donato in regalo. Non doveva mai essere stato comprato. Una volta trascinato dentro casa e messo nel caminetto del focolare, veniva decorato con foglie degli alberi di stagione, irrorato con sidro o birra e cosparso con della farina prima di essere acceso tramite un pezzo del ceppo dell’anno addietro (conservato proprio a questo proposito). Il ceppo avrebbe dovuto ardere per tutta la notte, e poi la sua cenere fatta covare per 12 giorni prima di essere portata fuori dalla casa. La cenere è il legno tradizionale del ceppo di Yule, considerata l’albero del mondo e della vita dei Teutoni, conosciuto come Yggdrasil. La cenere era anche considerata come un’erba del Sole, poiché avrebbe portato la luce sulla terra al Solstizio d’Inverno. Oggi il ceppo vero è stato sostituito dal dolce (lo potete vedere nella fotografia sopra) a forma di tronchetto.

IL SOLSTIZIO D’INVERNO DEL 2012

Come probabilmente saprete, il Solstizio d’Inverno del 2012 (21/12/2012) è associato alla celebre profezia dei Maya dell’Apocalisse, che potrebbe voler significare la fine del mondo così come lo conosciamo: dovrebbe segnare un profondo cambiamento spirituale ed etico delle persone, una svolta, o una risalita, della Luce sull’Oscurità.

Ne parlerò ampiamente nei prossimi giorni: per ora, mettiamo un altro po’ di carne al fuoco (metaforicamente… come sapete sono vegetariana!) con la numerologia… il ceppo di Yule veniva arso la notte del 21 dicembre, e la sua cenere portata fuori dalle case 12 giorni dopo: 21 + 12 fa esattamente 31, quindi il 31 dicembre. Se pensate alle tradizioni della notte di San Silvestro (toh… che richiami mica quel pino silvestre sempreverde?), è facile ricondurre certe tradizioni alle usanze pagane: buttare le cose vecchie fuori di casa (dalla finestra), lasciare spazio al nuovo, festeggiare il nuovo anno che arriva e il bacio sotto il vischio, “seme” del Dio Sole che porta la vita…

Anche se non lo vogliamo, anche se abbiamo dimenticato i vecchi simboli e i loro significati, perpetuiamo la nostra celebrazione ai ritmi della natura che cambiano…