Ebbene, oggi è il fatidico giorno… 21 dicembre 2012, giorno della famosa profezia dei Maya, Solstizio d’Inverno o Yule, come da antica tradizione celtica. Nel giorno in cui si festeggia il ritorno della luce dopo le tenebre, nel giorno in cui si festegga il sole che comincia a riscaldarci un po’ di più ogni giorno, a me piace sempre ritagliarmi qualche momento di riflessione per sintonizzarmi sui cicli della natura, sui ritmi del pianeta e degli astri, nella consapevolezza di far parte di un sistema più grande, che va oltre.

Gli antichi riti celtici sono da sempre considerati “ecologici” proprio perché sono finalizzati a riconnetterci con le forze della natura, per darci una visione di noi che va oltre il nostro ego antropocentrico. Per questo, esistono dei piccoli riti, che ciascuno di noi può fare, a prescindere dal credo o dalla religione, per sentirsi più connessi e radicati con le nostre radici primitive di “animali intelligenti” sulla Terra.

IL CANTO DELLA DANZA A SPIRALE

Uno dei canti tradizionali di Yule è tratto dalla “Danza a Spirale” di Starhawk e riassume lo spirito di Yule, quello del Re Bambino nato in inverno (vi ricorda niente?)…

Regina del Sole, Regina della Luna
Regina dei corni, Regina dei fuochi
Portaci il Figlio della Promessa.
E’ la Grande Madre che Lo crea
E’ il Signore della Vita che è nato di nuovo!
L’oscurità e la tristezza vengono messe da parte
quando il Sole si leva di nuovo!
Sole dorato, delle colline e dei campi,
illumina la Terra, illumina i cieli,
illumina le acque, accendi i fuochi!!
Questo è il compleanno del Sole,
io che son morto, oggi son di nuovo vivo.
Il Sole bambino, il Re nato in inverno!

RICONNETTERCI CON LA NATURA: COME?

In inverno la natura si riposa per prepararsi ad entrare in un nuovo ciclo di vita, e anche noi dovremmo prenderci una pausa. Proviamo ad approfittare delle vacanze natalizie per dedicarci alle cose che ci fanno stare bene: leggere un libro, meditare, fare esercizi di rilassamento… Un idromassaggio è l’ideale: l’acqua che ribolle ricrea le acque uterine da cui rinascere simbolicamente per il nuovo anno.

E come la mettiamo con lo stress delle feste natalizie? Cene, pranzi, parenti, doveri “come da tradizione”, i regali… non c’è di che meravigliarsi se in molti soffrono di depressione e hanno desiderio di isolamento. Anche la minore quantità di luce solare influisce sul nostro umore, tant’è che è proprio in questo periodo dell’anno che si registra il maggior numero di suicidi. Ecco perché celebrare il Solstizio può essere ancora più importante per noi e la nostra psiche: nel silenzio e nella calma che offre l’oscurità, cerchiamo di contattare la scintilla del nuovo sole che nasce. E così come il sole sorge, anche noi possiamo avere la speranza di uscire rigenerati dall’inverno.

L’ALBERO SOLSTIZIALE E GLI OMAGGI AL SOLE

Ma come si celebra il sole in modo simbolico? Un esempio è decorare casa con le piante di Yule, oppure preparare un albero solstiziale. Che non è un albero natalizio, ma un albero decorato con tante raffigurazioni del sole.
Oppure, se le cose materiali non fanno per voi, potete alzarvi all’alba e salutare il nuovo sole. Potete accendere delle candele (che rappresentano la luce), ed associare ciascuna di esse a una vostra speranza per il nuovo anno.

L’ACCENSIONE DEL CIOCCO

Una celebrazione più rituale è quella dell’accensione del ciocco. Va bene sia un caminetto casalingo che un angolino in giardino, ove poter bruciare un ciocco di legno. Prendete un pezzo di legno (possibilmente di quercia) ed ornatelo con dei rametti di varie piante: tasso, agrifoglio, betulla, edera… legate i rametti al ciocco con un nastro rosso e, se l’avete fatto anche lo scorso anno, legatevi anche il pezzettino di ciocco rimastovi dallo scorso anno. Prima di bruciare il ciocco, direte la frase rituale “Come il vecchio ciocco è consumato, così lo sia anche l’anno vecchio”. E quando il fuoco sarà acceso e il ciocco inizierà ad ardere direte “Come il nuovo ciocco è acceso, così inizi il nuovo anno”. Brindate con vin brulé e consumate dolci e lasciate una parte della nostra festa in omaggio alla Madre Terra. Quando il ciocco sarà arso completamente, potrete spargere le sue ceneri per il giardino o nei vasi delle piante che avete in casa in segno di fertilità.

IL RAMO DEI DESIDERI

Un altro modo per festeggiare Yule è quello del ramo dei desideri, come da tradizione bretone. Bisogna procurarsi un ramo secco abbastanza grande, dipingerlo con della vernice dorata (va bene anche la bomboletta spray) ed appenderlo dentro casa, vicino alla porta d’ingresso. Poi, fate delle strisce di carta rossa da tenere vicino al ramo, e invitate chiunque entri in casa (se vuole) a scrivere un desiderio sulla striscia di carta rossa, ripiegarla affinché rimanga segreto e poi legarla al vostro ramo con un nastrino colorato. Quando poi si accende il fuoco del Solstizio, si bruceranno il ramo e i “desideri” ad esso legati, che diventeranno fumo e cenere e accolti – chissà – da qualche entità. Da tradizione, le bevande e i cibi collegati a questo rito sono le noci, la frutta di stagione (mele e pere), dolci a base di cumino, sidro, Wassil, Lambswool, té di ibisco e zenzero.

Felice Yule a tutti!