Oggi, 20 giugno, potrebbe essere il giorno più felice dell’anno per molte persone. Ma solo per quelle che vivono nell’emisfero settentrionale del nostro pianeta. La data odierna, infatti, coincide con il solstizio d’estate 2016, ovvero il giorno più lungo dell’anno e, secondo alcuni esperti americani, quello in cui si potrebbe essere potenzialmente più felici.

Per Philip Gehrman, direttore associato del Behavioral Sleep Medicine Program alla University of Pennsylvania, le persone tendono a essere più allegre durante l’estate: questo perché la luce è il fattore più importante nella regolazione dei ritmi circadiani, che includono il ciclo sonno-veglia, le fluttuazioni ormonali e la temperatura corporea, e che seguono un ciclo della durata di 24 ore circa. “Le persone tendono a sentirsi meglio durante i mesi estivi“, dice Gehrman. “Si verifica una sensibile variazione nel nostro umore e aumentano le emozioni positive“.

D’altra parte, com’è naturale che sia, non tutti gli individui reagiscono a queste variazioni nel medesimo modo. Come sottolinea la dottoressa Irina Zhdanova, neuroscienziata della Boston University, le persone abituate a svegliarsi tardi potrebbero essere infastidite dalla luce solare nelle prime ore del mattino, come chi invece è abituato a coricarsi presto potrebbe essere irritato dalle giornate molto lunghe. In generale, concorda Zhdanova, l’abbondanza di luce solare nelle ore diurne è un elemento positivo, che aiuta il ritmo circadiano ad allinearsi meglio con il ciclo naturale giorno-notte.

In inverno, invece, accade esattamente il contrario: “Il fatto di avere giorni più lunghi o più brevi produce un effetto molto chiaro sul nostro fisico“, spiega Frank Scheer, direttore del Medical Chronobiology Program al Brigham and Women’s Hospital. “In inverno, quando i giorni sono più brevi, è più probabile che ci si svegli quando fuori è ancora buio, cioè prima che il nostro sistema circadiano possa aiutarci a indirizzare positivamente il nostro umore“. E dunque sarà meglio godersi questo solstizio, perché da domani le giornate si accorceranno gradatamente, e con esse, forse, peggiorerà il nostro umore.