Si chiama “ludopatia” ed è una patologia che può colpire chiunque, dal pensionato alla madre di famiglia. Si inizia per curiosità a giocare una monetina in un tabaccaio provvisto della malefica slot machine, e ci si ritrova a perderci interi stipendi: una sorta di casinò a portata di tutti e soprattutto una tipologia di gioco che non fa più scandalo.

Si cercano delle soluzioni, e forse una l’ha trovata un matematico: Matteo Temporin dell’università Cattolica di Brescia, che ha presentato a Roma, al convegno sul tema della Fondazione Unigioco, un algoritmo che analizza in tempo reale i comportamenti di un giocatore d’azzardo identificando i ‘campanelli d’allarme’ della dipendenza e avvertendo subito la persona interessata”.

Il software si chiama GrSystem, è già stato validato e funziona sia on line che con le postazioni fisse. Temporin spiega: “Lo proponiamo a tutte le concessionarie, anche perché è dimostrato scientificamente che i messaggi mandati durante il gioco sono quelli più efficaci nella prevenzione delle ludopatie“.

Il convegno della Fondazione Unigioco affronta tutti i temi principali legati al gioco, dai dati che segnalano una raccolta in aumento nonostante la crisi agli effetti che il decreto Balduzzi approvato recentemente avrà sul settore: “Il decreto introduce il concetto di vendita dei giochi ‘qualitativa’, e non più ‘quantitativa’ – spiega il vicepresidente della fondazione Ezio Filippone – ad esempio introducendo meccanismi di controllo sulle dipendenze di cui questo software potrebbe far parte“.

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