Abbiamo appreso con dispiacere la morte di Stefano Borgonovo (foto by InfoPhoto), noto centravanti del Milan malato dal 2008 di SLA, malattia che ha cercato di combattere, sostenendo la ricerca, anche con la Fondazione Stefano Borgonovo Onlus.

Ma cos’è la SLA? Quali sono i suoi sintomi e, soprattutto, qual è l’orgine di una malattia così fisicamente devastante? Il sito ufficiale dell’Associazione Italiana Sclerosi Laterale Amiotrofica spiega tutto molto dettagliatamente.

La Sclerosi Laterale Amiotrofica, conosciuta anche come “Morbo di Lou Gehrig” o “malattia di Charcot”, è una malattia neurodegenerativa progressiva che colpisce i due gruppi di motoneuroni, cioè di quelle cellule nervose cerebrali e del midollo spinale che permettono i movimenti della muscolatura volontaria. La SLA causa la degenerazione sia del primo motoneurone o motoneurone centrale o corticale che si trova nella corteccia cerebrale e trasporta il segnale nervoso attraverso prolungamenti che dal cervello arrivano al midollo spinale, che il secondo (motoneurone periferico o spinale) formato da cellule nervose che trasportano il segnale dal midollo spinale ai muscoli. La malattia può avanzare solitamente nel corso di mesi o anche anni. In tale arco di tempo i motoneuroni rimasti, almeno in parte, sostituiscono nelle proprie funzioni quelle distrutte.

I primi segnali della SLA compaiono quando la perdita progressiva dei motoneuroni supera la capacità di compenso dei motoneuroni superstiti fino ad arrivare ad una progressiva paralisi, ma con risparmio delle funzioni cognitive, sensoriali, sessuali e sfinteriali (vescicali ed intestinali). I sintomi iniziali sono talmente impercettibili che spesso sono ignorati e variano da persona a persona; ad ogni modo risulta comune a tutti la progressiva perdita di forza prima dei muscoli delle mani o dei piedi o delle braccia e/o delle gambe, evidente a tal punto da non riuscire più a compiere gesti quotidiani come sollevare un bicchiere o indossare un abito. Altre manifestazioni possono essere la difficoltà nel parlare, nel masticare, nel deglutire. Oltre alla debolezza, si possono avvertire rigidità (spasticità) e contrazioni muscolari involontarie (fascicolazioni), anche dolorose (crampi muscolari).

Quando vengono coinvolti i muscoli respiratori, possono comparire affanno dopo sforzi lievi e difficoltà nel tossire. Se prevalgono i disturbi della parola e la difficoltà di deglutizione, si parla di SLA bulbare (la regione bulbare del sistema nervoso è localizzata tra il cervello e il midollo spinale). Il termine SLA bulbare indica quindi che la malattia colpisce i motoneuroni localizzati nella regione bulbare del tronco cerebrale che controllano i muscoli della masticazione, della deglutizione e della parola.

Generalmente si ammalano di SLA individui adulti di età superiore ai 20 anni, di entrambi i sessi, con maggiore frequenza dopo i 50 anni. In Italia si manifestano in media tre nuovi casi di SLA al giorno e si contano circa sei ammalati ogni 100.000 abitanti.