Un gruppo di ricercatori dell’Università della Carolina del Nord avrebbero scoperto il meccanismo che porta alla distruzione dei neuroni quando si è colpiti da Sla, ossia dalla sclerosi laterale amiotrofica. I neuroni che regolano il movimento del soggetto colpito verrebbero uccisi da un aggregato di proteine piuttosto instabile e reattivo, che va a provocare una sorta di avvelenamento del sistema nervoso centrale, conducendo infine alla totale paralisi del paziente. Questo studio sulla Sla potrebbe aprire alla formulazione di nuovi farmaci mirati ed essere in qualche modo di guida anche per prevenire alte malattie neurodegenerative, come l’Alzheimer.

I ricercatori avrebbero scoperto che in una piccola percentuale di casi – al massimo del 2 per cento – presenta una proteina mutata tende a formare alcuni aggregati tossici all’interno del cervello. Lo stesso meccanismo è però presente anche nella maggior parte dei casi in cui non è presente la mutazione genetica: l’aggregato si formerebbe quindi grazie all’unione di tre proteine SOD1, che si incollano fra di loro.

I nuovi farmaci per contrastare la Sla dovrebbero essere in grado di arrestare la formazione dei grumi, impedendo in questo modo alla patologia di progredire in modo irreversibile per il paziente. La ricerca statunitense appare davvero importante perché fino a questo momento nessun altro era riuscito ancora a comprendere quale potesse essere il meccanismo che porta alla morte delle cellule del cervello e quindi alla paralisi del soggetto colpito. I nuovi farmaci per la Sla potrebbero arrestare se non prevenire del tutto la formazione dei grumi, consentendo in questo modo di fare passi avanti davvero rilevanti per combattere una delle malattie neurodegenerative peggiori che esistano.