La Sla, ossia la Sclerosi laterale amiotrofica, è una delle malattie su cui la ricerca internazionale punta molti dei propri sforzi. E i motivi per cui gli studiosi di tutto il mondo sono assai concentrati su tale patologia sono piuttosto chiari: la Sla è una malattia degenerativa terribile per chi la subisce, cure ancora non ne esistono e soprattutto, i casi stanno aumentando di anno in anno.

La Sla, insomma, è sempre più diffusa e secondo un recente studio italo-americano pubblicato sulla rivista scientifica Nature, nel 2040 arriverà ad avere un’incidenza del più 32 per cento rispetto ad oggi. Ad essere colpite maggiormente, sempre secondo lo studio, saranno soprattutto le donne: per loro i casi di Sla potrebbero verificarsi addirittura con un’incidenza maggiore del 40 per cento.

Con i numeri attuali e con i numeri futuri che paventano uno scenario tutt’altro che sereno ed ottimistico, appare chiaro come riuscire ad ottenere un numero di informazioni sempre più importanti sulla Sclerosi laterale amiotrofica e soprattutto riuscire a giungere a trattamenti efficaci contro di essa, sia assolutamente una priorità cui far fronte. Senza contare che bisognerà capire perché i casi siano in aumento.

Lo studio condotto sugli scenari futuri della Sla e sul numero dei casi in aumento è stato condotto grazie alla collaborazione del professor Adriano Chiò, responsabile del Centro Sla dell’ospedale Molinette di Torino e del dottor Bryan Traynor del National Institutes of Health di Bethesda. Si tratta del primo studio al mondo incentrato su tale questione e certamente comporterà una serie di riflessioni su quanto sia prioritario affrontare e sconfiggere la Sla.