SLA è l’acronimo della patologia che per esteso viene chiamata Sclerosi Laterale Amiotrofica, una malattia molto rara: le persone che sono affette da questo disturbo sono tre su centomila, e probabilmente proprio per questo, ancora ad oggi, le cause che la generano sono ancora sconosciute.

C’è stato un periodo in cui si pensava che la malattia derivasse da alcuni medicinali: essendo i calciatori molto colpiti da questo problema, i medici pensarono che i farmaci che assumevano i campioni del calcio potessero essere la causa che permetteva alla patologia di manifestarsi, ma avendo poi colpito anche persone al di fuori del mondo calcistico, e quindi incontaminata da specifici farmaci, questa teoria, col passare del tempo, è stata lentamente abbandonata.

Ma quali sono i sintomi che annunciano lo sviluppo di questa malattia, chiamata anche Morbo di Lou Gehrig?

Come per altre patologie, anche la SLA attraversa diverse fasi, con sintomi sempre più evidenti: la prima fase, nonché quella meno dolorosa, ha come sintomo principale una continua debolezza muscolare, col paziente che inizierà a sentirsi sempre più stanco, malgrado gli sforzi commessi sono di poca entità.

Col passare del tempo, il dolore muscolare si trasforma in continua e costante atrofia degli arti, con tanto di difficoltà nel parlare: in particolare modo, le parole con la lettera R saranno quelle più difficili da pronunciare per il paziente, il quale potrebbe iniziare anche a soffrire di continui crampi, che generalmente colpiscono mani e piedi.

I sintomi, nelle fasi successive, risultano essere molto più evidenti e gravi, come detto prima: il dolore ai muscoli continuerà a peggiorare di giorno in giorno,  e come se non bastasse, l’utilizzo di braccia, mani e gambe sarà sempre più difficoltoso, e ad esempio, la presa del paziente potrebbe essere un qualcosa di poco potente, con gli oggetti che tiene saldamente in mano che gli scivolano di continuo.

Anche il parlare diverrà un qualcosa di più difficoltoso col passare del tempo: i pazienti infatti cambieranno il timbro di voce, cosa che a quarant’anni non dovrebbe accadere, visto che i più colpiti sono i pazienti che superano i quarant’anni, e la loro voce diviene sempre più nasale.

Questi sintomi hanno anche un contraccolpo psicologico: non sarà difficile vedere il paziente in preda a crisi isteriche di pianto oppure in preda ad un attacco di risa incontrollabile, risate che magari non hanno alcuna motivazione valida.

Infine, la fase peggiore della patologia è rappresentata dal continuo affannare del paziente: essendo i muscoli del corpo sempre più danneggiati, anche il solo respirare o deglutire potrebbe render stanchi i pazienti che sono affetti dalla SLA.

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