Si fa presto a dire influenza… Sono tantissime le persone che vengono prese alla sprovvista e che poi ne restano vittima, nonostante sia una delle malattie che ogni anno, all’approssimarsi dell’inverno, ricomincia a mietere vittime. Il suo nome deriva dai Fiorentini del XIV secolo, che attribuivano la sindrome all’”influenza” sfavorevole degli astri in certi periodi dell’anno. Ci vollero cinque secoli per capire che la malattia non si doveva alle stelle, grazie agli studi del virologo Dujarric de la Rivière nel 1918, che l’attribuì a un virus.

PERCHE’ CI SI AMMALA OGNI ANNO DI INFLUENZA?

Il virus dell‘influenza cambia ogni anno la sua struttura genetica capsulare, provocando quindi sempre nuove infezioni: di fatto, l’individuo si trova esposto al contagio di un virus “nuovo”, contro il quale non ha ancora acquisito immunità.

COME AVVIENE IL CONTAGIO INFLUENZALE?

Il contagio tra umani avviene attraverso un invisibile aerosol di saliva che è formato da minuscole goccioline cariche di virus influenzali. Questi, giunti nelle prime vie respiratorie, penetrano nelle cellule epiteliali e si replicano, utilizzando le loro strutture e i loro meccanismi. Quindi, si liberano dalle cellule ospiti e si propagano a quelle vicine, infettandole, e così via. A questo stadio sono passate circa 4-6 ore dall’infezione, ma l’individuo non se ne è ancora accorto (i sintomi in questa fase non sono ancora evidenti) e il virus può già infettare altri individui.

I SINTOMI DELL’INFLUENZA

I primi sintomi compaiono tra le diciotto e le ottanta ore dopo l’inizio dell’infezione: brividi di freddo, dovuti al rapido innalzarsi della temperatura corporea, e raffreddore, testimoniato da starnuti e rinorrea acquosa. Poi inizia la faringite, con bruciore alla gola; ossa, articolazioni e muscoli diventano dolenti. Compaiono poi cefalea, dolori oculari, inappetenza e una sensazione generica di malessere.

Quando la febbre inizia a scendere, compare la tosse, secca, stizzosa, che può provocare forti dolori retrosternali.

Nell’arco di 3-5 giorni i sintomi diminuiscono, ma possono persistere a lungo astenia e tosse non produttiva. Nei bambini, e soprattutto negli anziani, l’influenza si può complicare con bronchiti e polmoniti, che allungano la durata della malattia.

CHE FARE IN CASO DI INFLUENZA

Tanto per cominciare, restate a letto e bevete tanto. Utilizzate fazzoletti usa e getta e buttateli in un bidone chiuso. Per evitare che i familiari vengano contagiati, areate bene la stanza e lavatevi spesso le mani.

Gli antibiotici sono inutili, poiché si tratta di una malattia virale: andrebbero usati solo in caso di complicazioni e su indicazione del medico. E’ possibile prendere invece degli antivirali, e assumere alte quantità di Vitamina C (1-2 g al giorno). Di solito si consigliano farmaci generici come paracetamolo o aspirina (per quest’ultima, fate attenzione alle controindicazioni).