In fatto di sindrome metabolica e complicanze in gravidanza arriva oggi un nuovo studio, che mette in evidenza come la prima (ossia la sindrome metabolica che colpisce la madre) possa poi influire anche sulle seconde (ossia sul bambino). Lo studio, illustrato nel libro Sindrome metabolica e complicanze in gravidanza. Il potenziale ruolo preventivo dell’alimentazione (a cura di Enrico Ferrazzi e Barry Sears), dimostrerebbe come il futuro metabolico di un bambino sia fortemente influenzato da quello della madre già quando si trova nel suo grembo. Per questo, mentre la donna aspetta un figlio, dovrebbe mettere in atto tutta una serie di strategie nutrizionali che consentano di ottimizzare gli effetti salutari sul feto.

Il professor Enrico Ferrazzi dell’Università degli Studi di Milano e il professor Barry Sears della Inflammation Research Foundation del Massachusetts, hanno dunque raccolto i lavori dei maggiori esperti del settore in un completo trattato che integra le attuali conoscenze sull’importanza della dieta, dell’infiammazione, del metabolismo, con particolare attenzione alla gravidanza e ai suoi sviluppi.

È proprio il momento della gravidanza che consente alla donna di rendere concreta una serie di opportunità che facciano evitare permanenti complicanze della sindrome metabolica. Grazie all’individuazione di eventuali fattori di rischio, la futura mamma può mettere in atto efficace prevenzione e apportare benefici cambiamenti nella sua dieta. Tutti aspetti che si ripercuoteranno positivamente sul bambino e sul futuro adulto.

La sindrome metabolica è infatti considerata come una condizione pro-infiammatoria cui potrebbero poi essere legati fenomeni quali l’obesità, l’infiammazione vera e propria e le principali patologie ostetriche quali il parto prematuro, la preeclampsia e il diabete gestionale.

Sindrome metabolica: criteri diagnostici

Nel corso degli anni, si sono individuati alcuni criteri diagnostici che tendono a far individuare la sindrome metabolica. Fra questi, almeno tre dovrebbero essere presenti contemporaneamente: elevato valore della glicemia a digiuno, aumento dei trigliceridi, basso valore del colesterolo HDL (HDL-C), elevato valore della circonferenza della vita e della pressione sanguigna

Sindrome metabolica: sviluppi

Secondo gli studi più recenti, la resistenza all’insulina potrebbe essere attribuita allo sviluppo embrionale e d’altra parte anche i meccanismo responsabili della relativa resistenza insulinica in gravidanza sarebbero in gran parte da attribuire al metabolismo endrocrino. Anche il microbioma intestinale della donna in stato di gravidanza potrebbe svolgere un ruolo fondamentale poiché la flora intestinale della donna muta drasticamente nella gestazione. A tutto questo bisogna dunque contrapporre una giusta prevenzione, soprattutto dal punto di vista dell’alimentazione.

Sindrome metabolica: alimentazione in gravidanza

Per il diabete la prevenzione primaria potrebbe essere l’esercizio e il controllo del peso, onde evitare la resistenza all’insulina. La prevenzione secondaria è invece legata alla gestione dell’insulina (una volta che è stata diagnosticata l’intolleranza verso i carboidrati), mentre la prevenzione terziaria consiste nel trattamento di un danno di un organo (per esempio, una retinopatia). La strategia maggiormente efficace legata alla prevenzione resta però quella che inizia nell’utero.  Fattori esogeni durante la vita fetale hanno un ruolo fondamentale nel determinare il futuro stato di salute o di malattia durante l’infanzia e nella vita adulta. L’opportunità di intervenire attraverso la nutrizione materna e lo stile di vita durante la gravidanza e l’allattamento al seno rappresenta dunque un nuova frontiera della medicina.