La sindrome di Takotsubo – conosciuta anche come cardiomiopatia da stress – è la tipica sindrome che provoca il noto crepacuore. Fino a qualche tempo fa si riteneva che una conseguenza simile potesse essere provocata soltanto da un grande dolore o dallo stress ma studi più recenti avrebbero invece dimostrato come simili esiti possano essere ottenuti anche a causa della felicità.

A rivelare che la sindrome di Takotsubo potrebbe essere letale anche a causa di una grande felicità è stato lo studio condotto in nove Paesi di tutto il mondo (ha partecipato anche l’Italia). Essa, in pratica, provoca un forte dolore che poi si ripercuote sulla dilatazione del ventricolo sinistro, con sintomi molto simili a quelli tipici dell’infarto.

La sindrome di Takotsubo dà quindi un nuovo senso all’espressione morire di felicità perché essa non è legata solo al dolore ma anche al suo sentimento contrapposto e più positivo. In realtà la sindrome, nella maggior parte dei casi, è legata proprio ad un avvenimento triste che scatena una reazione dolorosa ma in minima parte (almeno nel 4 per cento dei casi) è legata anche a situazioni più gioiose o di intensa felicità.

In realtà, però, sulla sindrome di Takotsubo si sa ancora molto poco: essa è considerata una sorta di novità, su cui bisognerà approfondire molto. Essa è causata soprattutto da forti stress emotivi (negativi o positivi che siano) ma per almeno il 20 per cento dei casi le sue origini non sono affatto note. E forse sarà proprio in questo secondo caso che bisognerà incentrare gli sforzi.

Ciò che invece sembra essere stato appurato, almeno in base a questi primi studi, è che le conseguenze della sindrome di Takotsubo sarebbero reversibili e che quindi, nella maggior parte dei casi, al paziente non resterebbero conseguenze visibili.