Mangiare è la funzione più importante della vita poiché, senza nutrimento, la vita non potrebbe esistere. Il cibo è infatti il fattore più importante per stabilire se siamo in armonia o no con il nostro ambiente naturale e, di conseguenza, per stabilire se siamo sani o malati. Secondo un’affascinante teoria di Michio Kushi, esistono sette livelli generali dell’alimentazione, ovvero sette possibili significati che possiamo dare al cibo.

1. ALIMENTAZIONE MECCANICA

L’alimentazione è meccanica quando iniziamo la nostra esistenza, quando siamo ancora nell’utero materno e ci nutriamo senza coscienza né desiderio, ma solo per il fatto di esistere e di dover sopravvivere. Alcune persone proseguono ad alimentarsi in questo modo per tutta la vita: sono quelle persone che quando arrivano a casa la sera aprono il frigorifero e mangiano la prima cosa che trovano, senza magari lavarsi le mani e togliersi il cappotto; oppure quelle persone che mangiano sempre ad una determinata ora di routine, anche se non hanno fame.

2. ALIMENTAZIONE SENSORIALE

Questo livello viene raggiunto quando i sensi cominciano a svilupparsi, subito dopo la nascita, e si basa sulla nostra preferenza per alcuni sapori, odori, colori e consistenze. L’industria alimentare moderna trae i suoi enormi profitti grazie a queste preferenze, ovvero quegli elementi che determinano le scelte dei loro prodotti nei consumatori. Infatti, la stragrande maggioranza della popolazione si nutre proprio seguendo il proprio istinto e mangiando ciò che più piace in base a questi fattori. Come per il livello meccanico di mangiare, però, anche l’alimentazione sensoriale compromette la nostra salute.

3. ALIMENTAZIONE SENTIMENTALE O EMOTIVA

Quante volte siete usciti in compagnia con gli amici e vi siete ritrovati a mangiare qualcosa che normalmente non mangereste mai a casa o se foste da soli? In questi casi si parla di alimentazione sentimentale o emotiva, poiché rientra una componente sociale e di convivalità nella scelta del nostro cibo. Pensate alle feste appena passate mangiando a casa dei parenti: spesso si mangia ciò che piace a loro solo per farli contenti. Ma anche una cena a lume di candela o con della musica di sottofondo rientra in questa categoria: circa il 90% delle persone oggi si alimenta nell’ambito di questi primi tre livelli, che produrranno il deterioramento della nostra salute.

4. ALIMENTAZIONE INTELLETTUALE

Questo livello si basa quando si sceglie ciò che si mangia seguendo le raccomandazioni divulgate da nutrizionisti e dietologi professionisti. Al momento, negli Stati Uniti, questo rappresenta il livello più elevato dell’alimentazione, il più comune tra persone di scienza e professori universitari. Per la maggior parte, però, queste teorie dietetiche sono poco applicabili nella realtà. Gli Stati Uniti sono uno dei Paesi più ricchi del mondo, tuttavia non tutti gli americani possono permettersi questo genere di diete. Altrove nel mondo, sono ancora in milioni le persone che non possono permettersi di comprare regolarmente carne, latte e altri generi alimentari costosi. Dunque questo modo di alimentarsi è elitario, accessibile solo a un gruppo ristretto di persone, e dunque privo di valore universale. Oltretutto, molte di queste diete sono tutto tranne che salutari.

5. ALIMENTAZIONE SOCIALE

E’ il livello in cui ci si rende conto che il 98% della popolazione non è in grado di seguire le teorie nutrizioniste e che queste sono troppo complicate e impegnative persino per coloro che le raccomandano. Difficilmente le mogli dei nutrizionisti, infatti, seguono le direttive dei loro mariti quando vanno a fare la spesa… E sarebbe interessante verificarlo quando vi recate da un dietologo. Ci si alimenta a livello sociale quando si comincia a pensare in termini di economia dell’alimentazione. Ad esempio, quando qualcuno che può permettersi di mangiare carne, uova e latte, comincia a farne a meno o a consumarle in modo ridotto per contribuire ad aiutare chi non può permettersi di mangiarli. Il concetto di alimentazione sociale si è sviluppato abbastanza di recente, ma anche questo modo di alimentarsi ha delle pecche: dà più importanza alla quantità che alla qualità del cibo.

6. ALIMENTAZIONE IDEOLOGICA

Su la mano se di venerdì mangiate di magro e cucinate il pesce. Pensate a Mosé, Gesù, Buddha e Maometto… i loro insegnamenti dietetici sono confluiti nei costumi alimentari di molte religioni. Sono esempi di alimentazione che seguono un’ideologia. Quando queste indicazioni alimentari si diffusero, la cerchia di persone a cui erano indirizzate era molto ristretta, limitata a poche persone in ambienti specifici. Oggi, tuttavia, le si segue in modo molto sommario: anche nei quartieri ebraici sono pochi i ristortanti Kosher, e di certo sono pochi i cristiani che mangiano come faceva Gesù, oppure poche le persone che si nutrono come il Buddha, nemmeno molti monaci zen.

7. ALIMENTAZIONE LIBERA

L’alimentazione libera non è sinonimo di “mangiare caoticamente”, ma nutrirsi liberamente in armonia con l’ordine dell’universo. Che significa? Significa recarsi in Paesi stranieri e studiare i costumi dietetici tradizionali della gente che ha vissuto in quei luoghi per migliaia di anni, e una volta trovata la propria alimentazione di base, modificarla in base ai cicli delle stagioni e alle proprie necessità personali. Insomma, alimentazione libera significa avere l’abilità di adattarsi liberamente al proprio ambiente. A questo livello usiamo la libera volontà nel selezionare il cibo in conformità al proprio scopo liberamente scelto, ed il risultato saranno salute e felicità. Si tratta, insomma, di adattarsi alla natura e all’universo, soddisfando tutte le proprie esigenze, incluse quelle del gusto.