Per l’interesse della propria salute, ogni momento è buono per dire no al fumo: come ogni anno, a fine maggio, cade puntuale la Giornata mondiale senza tabacco, per ricordare a tutti i tabagisti incalliti i rischi legati alle sigarette.

Quest’anno in particolare, durante la giornata istituita ormai ben 28 anni fa dall’Organizzazione mondiale della sanità, non si è parlato solamente del nuovo tema – incentrato sul confezionamento delle “bionde” – ma soprattutto di dati che, specie nel bel paese, sono da definirsi sempre allarmanti.

Ciò che preoccupa, infatti, è la percentuale della popolazione giovane che dice sì alla sigaretta: secondo quanto svelato da Istat, in Italia, gli uomini che tendono a fumare maggiormente sono i “giovani adulti” (26.4%) della fascia d’età compresa tra i 25 e 34 anni. Quasi a pari merito si trovano però anche le donne, per cui nella fascia tra i 20 e 24 anni sono il 20.5%.

Un fenomeno, quello del tabagismo, che risulta essere sempre più diffuso anche tra gli studenti degli istituti superiori: una recente ricerca avrebbe infatti evidenziato come il 23.4% degli studenti intervistati fumi sigarette, circa tre punti di percentuale in più rispetto al 2010 (quando era al 20.7%).

Come svelato dall’Airc (l’Associazione Italiana ricerca sul cancro), in totale, nel Bel Paese vengono contati 10.3 milioni di fumatori, di questi 6.2 milioni sono uomini e 4.1 milioni donne. Il fumo, si sa, è una delle prime cause che provocano tumori e non per questo ogni anno sempre in Italia vengono registrati circa 41mila casi di tumore al polmone seguiti da 32mila decessi.

Il tumore al polmone non lascia scampo nemmeno alle donne: un altro dato allarmante riguarda specialmente queste ultime in quanto è stato dimostato come vi sia un aumento del 2.7% della malattia tra la popolazione femminile.