La sigaretta elettronica continua a far proseliti in Italia, tanto da indurre il governo a presentare un emendamento alla legge di Stabilità che le equipari alle classiche. La richiesta presentata nel testo, infatti, è che “qualsiasi dispositivo meccanico o elettronico, che abbia la funzione di succedaneo dei prodotti di tabacco sia assimilato ai tabacchi lavorati e sia soggetto alle disposizioni in materia di distribuzione, detenzione e vendita“.

Insomma il surrogato, utilizzabile anche sull’aereo e negli spazi chiusi, ha fatto breccia al punto da contribuire a un comparto che, nel 2012, ha fatturato circa 100 milioni di euro e dato lavoro a 1.500 persone. Ma sulla sua pericolosità per la salute, l’Osservatorio dell’Istituto superiore di Sanità ha mantenuto una spia accesa  precisando quanto segue: ”si tratta di prodotti senz’altro molto meno tossici delle sigarette tradizionali a combustione, ma che le elettroniche siano del tutto atossiche è ancora dubbio, mancando studi definitivi“.

E’ anche per questo che il ministro della Salute, Renato Balduzzi, il 28 settembre scorso ha vietato la vendita ai minori di sedici anni di queste sigarette solo in presenza di nicotina. La sua ordinanza è valida sei mesi, “il tempo necessario – spiegano dall’Osservatorio fumo, alcol e droga – ad avere maggiori certezze scientifiche per procedere a un’eventuale regolamentazione“.

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