Fuoco di Sant’Antonio o Fiamme di Satana: questa patologia viene chiamata più comunemente “varicella degli adulti”.

Coloro che da bambini non hanno contratto la varicella, con l’avanzare degli anni rischiano di contrarre la patologia del fuoco di Sant’Antonio più facilmente.

Bisogna però anche spiegare che le due patologie non hanno quasi nulla in comune: seppur i sintomi e lo sfogo sia simile, in realtà varicella e fuoco di Sant’Antonio (detto Herpes zoster) sono malattie completamente differenti. La prima dà prurito, la seconda è anche doloroso e dà una sensazione di bruciore sulla pelle, come se ci fosse del fuoco a contatto con essa (sintomo simile a quello dell’orticaria).

Inizialmente, il fuoco di Sant’Antonio si manifesta con: febbre, mal di testa, sintomi che sembrano una banale influenza.

Generalmente dopo il terzo giorno, sul corpo compaiono le pustole su varie zone del corpo:  a differenza della varicella, le pustole durano all’incirca tre settimane, e fortunatamente, il dolore diminuisce col passare del tempo, così come il bruciore, col passare dei giorni. Sempre a differenza della varicella, il fuoco di Sant’Antonio potrebbe svilupparsi anche vicino agli occhi, con delle pustole leggermente più grandi.

Infine, queste pustole diventano grosse vesciche che, si riempiono di sangue, le quali dopo circa dieci giorni, si staccano da sole dalla pelle permettendole di guarire e di tornare al suo stato originario. Essendo molto grandi però le vesciche, la possibilità che rimangano delle cicatrici sul corpo è abbastanza elevata.

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