Dall’8 al 14 marzo si terrà la Settimana Mondiale del Glaucoma: nel corso di questi sette giorni sarà possibile ottenere informazioni in merito a questa malattia che colpisce almeno cinquantacinque milioni di persone in tutto il mondo (ventiquattromilioni di queste avrebbero già perso del tutto la vista). Il glaucoma è una patologia che porta alla degenerazione del nervo ottico e che non sempre viene diagnostica in modo corretto: spesso i suoi sintomi vengono scambiati con quelli di altri disturbi, facendo sì che una scoperta tardiva porti poi a conseguenze irreversibili.

Settimana Mondiale del Glaucoma: iniziative in Italia

La Settimana Mondiale del Glaucoma non è soltanto un modo per ottenere informazioni su questa patologia che colpisce la vista ma anche per effettuare controlli gratuiti e imparare a conoscere quali sono i comportamenti idonei da seguire per prevenire la malattia. Nel nostro Paese l’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti e l’Agenzia Internazionale della Prevenzione della Cecità saranno impegnate a promuovere iniziative di ogni genere su tutto il territorio nazionale, per un totale di sessantacinque città coinvolte (maggiori informazioni possono essere ottenute chiamando il numero verde 800-068506, dal lunedì al venerdì, dalle ore 10 alle ore 13). 

Ricordiamo, inoltre, che per quanto riguarda il nostro Paese, Rita Levi Montalcini nel 1986 vinse il Premio Nobel per la medicina proprio grazie ai suoi studi compiuti sul glaucoma.

Settimana Mondiale del Glaucoma: la patologia

Il glaucoma è una malattia che viene solitamente curata attraverso l’uso di farmaci oppure con interventi effettuati con l’utilizzo del laser. Come ultima soluzione, i medici potrebbero infine decidere di trattarlo con un intervento chirurgico, una soluzione, quest’ultima, certamente più invasiva rispetto alle precedenti. La prevenzione e la velocità della diagnosi sono estremamente importanti: purtroppo le parti di occhio colpite da glaucoma non si possono recuperare; ciò significa che una diagnosi tardiva può condannare all’ipovisione, alla parziale cecità e nei casi più gravi alla completa perdita della vista.