Da oggi 23 maggio e fino al 31, per sette giorni, si svolgerà la Settimana della sclerosi multipla. Si tratta di un’iniziativa organizzata dall’Associazione italiana sclerosi multipla (Aism) e dalla sua Fondazione, la Fism per informare e sensibilizzare su tutti gli aspetti che possono riguardare, direttamente oppure indirettamente, questa malattia.

In Italia la sclerosi multipla colpisce almeno settantadue mila persone: si tratta soprattutto di donne (che ne vengono colpite in misura più che doppia rispetto agli uomini). La sclerosi multipla rappresenta anche la prima causa di disabilità tra i giovani (visto che il primo episodio legato alla patologia può comparire tra i venti e i quarant’anni). Ricordiamo che si tratta di una malattia autoimmune cronica demielinizzante, che colpisce il sistema nervoso centrale.

La Settimana della sclerosi multipla sarà dunque l’occasione per porre l’attenzione sulla diagnosi precoce della malattia, sul trattamento e le cure che si possono effettuare ma anche sull’assistenza da dare a chi soffre di questa patologia e i diritti in tema di accesso all’istruzione, alla formazione oppure all’occupazione.

La Settimana della sclerosi multipla rappresenterà anche il momento per fare il punto della situazione sugli studi scientifici e sulla ricerca ma sarà anche un modo per fare il quadro della situazione per ciò che riguarda i servizi sanitari e sociali presenti su tutto il territorio nazionale e fissare gli obiettivi per gli anni successivi (in quella che è stata definitiva l’agenda della sclerosi multipla).

In Italia la ricerca su questa patologia è incentrata soprattutto al Multiple sclerosis management lab, che è nato grazie alla collaborazione tra l’Università Bocconi di Milano e Biogen Italia.