Si tratti del telefono, di una chat in Rete o di un’applicazione per smartphone, il sesso virtuale nasce e si sviluppa di pari passo con i mezzi di comunicazione. Negli ultimi tempi, complici anche i più svariati dispositivi da taschino sempre connessi, da ambito di nicchia l’erotismo online è tuttavia diventato un fenomeno di massa. Di cosa si tratta e quali sono le sue declinazioni principali?

Per sesso virtuale si intende una forma di stimolazione erotica che non preveda il contatto fisico fra i partner, poiché la comunicazione è mediata da uno strumento. Può trattarsi di una conversazione vocale, come nel caso del sesso telefonico, oppure di una sollecitazione visiva tramite SMS multimediali, immagini, video e molto altro ancora. Di seguito, qualche informazione utile.

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Come già accennato, il sesso virtuale si è evoluto di pari passo con i mezzi di comunicazione istantanea: a ogni strumento, di conseguenza, corrisponderà una forma abbastanza specifica di stimolazione erotica. Innanzitutto, è bene precisare come il sesso virtuale coinvolga sempre due o più partner in un’azione reciproca e contemporanea: di conseguenza, la semplice fruizione di materiali per adulti online non può essere annoverata in questa famiglia di pratiche, anche se si può inserire qualora gli amanti virtuali lo desiderassero. Inoltre, il gradimento ottenuto può essere solo a livello mentale – ad esempio con la condivisione di desideri e fantasie – oppure anche fisico includendo attività di autoerotismo. Non ultimo, può essere eseguito sia fra conoscenti o coppie stabili, come nel caso delle relazioni a distanza, oppure anche fra sconosciuti. Di seguito, le categorie principali:

  • Sesso telefonico: è la prima forma di sesso virtuale, evolutasi lo scorso secolo con la diffusione del telefono in ogni casa. I partner si eccitano a vicenda con le proprie voci, raccontando fantasie e descrivendo eventuali pratiche di masturbazione in atto. Data la natura solamente vocale del mezzo, le varianti sono infinite e si basano sull’ingegno dei partner;
  • Chat: nasce con l’arrivo della rete Internet negli anni ’90, quando si sono venute a formare stanze online per parlare esplicitamente di erotismo. La conversazione è solitamente testuale, sebbene le moderne tecnologie permettano di includere supporti fotografici o video, e può essere condotta in privato con un partner di propria preferenza oppure in pubblico, ovvero in presenza di tutti gli appartenenti alla stanza;
  • Cybersex: dall’inizio degli anni 2000, alcune società hanno messo a disposizione dei sex toys per integrare il sesso virtuale via chat o comunque mediato da Internet, solitamente gestiti da remoto dalla persona con cui si parla. Inizialmente molto dispendiosi, oggi disponibili anche a prezzi abbordabili, rimane comunque un fenomeno di nicchia;
  • Cam: con l’alta diffusione delle webcam, ormai integrate in qualsiasi laptop e in gran parte dei desktop all-in-one, si è sviluppata la mania del sesso in cam. I partner si mostrano reciprocamente davanti alla telecamera e possono mettere in pratica svariati livelli di sollecitazione, da una semplice conversazione maliziosa passano per spogliarelli e autoerotismo in diretta. Può essere condotta in privato con una sola persona o, in alternativa, in pubblico con più utenti contemporaneamente;
  • Sexting: molto in voga negli ultimi anni, dato il boom dello smartphone così come anche applicazioni e contratti flat per l’inoltro di messaggi, si tratta di una forma di erotismo virtuale che si basa sullo scambio di SMS piccanti. Si può trattare di semplice testo o, in alternativa, comprendere anche immagini e brevi filmati.

Precauzioni e rischi

Pur non esponendo i soggetti alle conseguenze del sesso occasionale, come la possibile trasmissione di malattie sessualmente trasmissibili qualora non vengano utilizzate le apposite protezioni, anche il sesso virtuale può comportare rischi.

Il principale è quello di vedere foto e video personali moltiplicarsi online, soprattutto quando si pratica sesso virtuale con sconosciuti che disattendono promesse e privacy. Una fotografia potrà infatti essere agilmente copiata dal ricevente, quindi pubblicata in Rete per l’accesso pubblico, mentre una performance in cam può essere catturata sia in immagini che in video con gli strumenti di screencapture spesso già inclusi nel sistema operativo. Seguono quindi problemi dovuti a interlocutori troppo insistenti, fino a sfiorare lo stalking, quindi anche tentativi di truffa. Come difendersi?

Soprattutto quando ci si intrattiene con persone mai conosciute nel reale, è consigliato non riporre mai troppa fiducia nell’interlocutore, anche quando la relazione virtuale si protrae per settimane o mesi. È sempre utile ricorrere a nickname che non permettano agevolmente di agire alle generalità del proprietario, nonché evitare di fornire online informazioni riservate come nome, numero di telefono o indirizzo. Qualora non si volesse rinunciare alla possibilità di scambiare foto e video, sarebbe indicato non includere mai il viso o altre parti del corpo immediatamente riconoscibili, siano tatuaggi, cicatrici e altro ancora. In questo modo, anche in caso di pubblicazione illecita, la privacy della persona tratta in inganno correrà rischi minori. Si suggerisce, infine, di affidarsi sempre a portali famosi e dotati di un’esplicita policy sulla privacy, nonché di attivare i controlli parentali ormai di default su tutti i sistemi operativi per proteggere adeguatamente i minori da malintenzionati.