In occasione della prima Giornata nazionale della Prevenzione organizzata dalla AOOI (Associazione Otorinolaringologi Ospedalieri Italiani) si torna a parlare del legame tra sesso orale e lo sviluppo del cancro alla gola. L’infezione da papilloma virus umano (HPV), che in molti casi può evolversi in carcinoma, può infatti passare dai genitali alla cavità orale.

I nuovi studi sull’incidenza del cancro orale da HPV segnalano che il famigerato papilloma virus trasmissibile per via sessuale causa il 36% dei tumori dell’orofaringe e contribuisce anche alla gran parte dei tumori che colpiscono le vie respiratorie. I soggetti maschi tra i 45 e i 55 anni d’età risultano i più colpiti da questa forme di tumore legate al’HPV ma gli esperti sottolineano che l’infezione non si contrae soltanto con la pratica del cunnilingus: basta un bacio ricevuto da un portatore di questo morbo, che colpisce diverse parti del corpo e non solo il collo dell’utero.

Dato che l’HPV trova terreno fertile nelle lesioni e nelle ferite della bocca gli studi degli oncologi collegano l’infezione da HPV anche alla scarsa igiene orale. E dato che le neoplasie del cavo orale colpiscono anche alcolisti e fumatori, la ricerca suggerisce che molti casi di cancro alla gola restano comunque indipendenti dai rapporti sessuali a rischio.

Le infezioni da papilloma virus possono essere di entità più lievi, limitarsi a causare verruche nella cavità orale o tumori che restano “benigni”. Chi è colpito da HPV ha buone speranze di guarire completamente, con le giuste cure mediche, senza necessariamente sviluppare il cancro. Nella prima Giornata nazionale della Prevenzione organizzata dalla AOOI si parlerà di prevenzione, ricordando anche l’esistenza di un vaccino anti-HPV, e sarà possibile presentarsi per uno screening gratuito presso l’ambulatorio del reparto di otorinolaringoiatria delle strutture che aderiscono all’iniziativa.