Aumentare la frequenza dei rapporti sessuali non rende più felici, anzi, secondo uno studio condotto dai ricercatori della Carnegie Mellon University, negli Stati Uniti, sarebbe proprio il contrario.

Lo stesso, pubblicato sul Journal of Economic Behavior & Organization andrebbe a sfatare un luogo comune poiché sarebbe emerso che trascorrere tempo sotto le lenzuola della camera da letto possa, invece, portare la coppia ad essere infelice in quanto andrebbe a compromettere non solo il romanticismo e la spontaneità, ma soprattutto il desiderio sessuale.

Per arrivare alla conclusione sono stati osservati i comportamenti di coppie sposate di età compresa tra i 35 e i 65 anni: a metà di queste è stato chiesto di raddoppiare la frequenza dei rapporti sessuali alla settimane, mentre all’altra di mantenerla invariata.

Dopo aver fatto passare un periodo di circa tre mesi (12 settimane) le coppie sono state sottoposte ad un questionario online in cui queste avrebbero riferito come fare più sesso non le rendesse più felici, questo perché in parte aumentare la frequenza dei rapporti le hanno portate ad accusare un calo del piacere, del desiderio sessuale e della felicità. In particolare, hanno sottolineato gli studiosi, il calo di desiderio e della felicità potrebbe essere causato dal fatto che l’incremento dell’attività sessuale sia stata richiesta e non spontanea.

Chi invece aveva mantenuto invariato il ritmo degli amplessi, risultava avere anche lo stesso livello di attrazione reciproca.

Il desiderio sessuale diminuisce molto più velocemente del piacere di farlo una volta iniziato a farlo” ha spiegato uno dei ricercatori appartenente al Dipartimento di Ingegneria e Politiche Pubbliche, la professoressa Tamar Krishnamurti, continuando “invece di concentrarsi sull’aumento della frequenza dei rapporti sessuali agli stessi livelli della prima fase di una relazione, le coppie potrebbero voler lavorare sulla creazione di un ambiente che faccia infiammare il loro desiderio e rendere i loro rapporti più divertenti”.