Per molto tempo considerato un peccaminoso tabù, il sesso anale negli ultimi anni ha conquistato sempre più interesse, anche e soprattutto all’interno delle coppie eterosessuali. La possibilità di sperimentare con zone inesplorate del proprio corpo, nonché di provare sensazioni diverse dalla classica penetrazione vaginale, ha spinto sempre più persone a vagliare questa pratica. Ma quali sono i consigli per viverla al meglio e, questione non secondaria, i possibili rischi?

Prima di addentrarsi nelle informazioni su una consuetudine sessuale capace di stuzzicare anche le fantasie più sopite, è doveroso ricordare come l’esperienza del sesso anale sia molto variabile da persona a persona, sia per conformazione che per altre condizioni pregresse. Per questo motivo, soprattutto qualora vi fossero dei dubbi di natura fisica, il primo passo è quello di abbandonare le proprie remore e parlarne con serenità al medico di fiducia.

Predisposizione psicologica

Rispetto ad altre pratiche sessuali, il sesso anale richiede una maggiore consapevolezza psicologica, nonché un elevato grado di confidenza con il partner. La coppia, soprattutto qualora fosse alle prime armi, dovrà essere sufficientemente affiatata: servirà conoscere a fondo non solo il proprio corpo, ma anche quello della dolce metà. La prima domanda da porsi, perciò, è se si desidera veramente provare questa forma alternativa di penetrazione, verificando la propria convinzione. Si tratta infatti di un piacere che deve essere pienamente condiviso, mai scelto unicamente per compiacere il partner. Il dialogo all’interno della coppia, anche in merito a dubbi ed eventuali paure, è di conseguenza fondamentale.

Stimolare la comprensione è di grande aiuto al successivo incontro erotico. Un buon relax, da raggiungere anche con un adeguato petting, favorisce il rilassamento della muscolatura e agevola la pratica. Inoltre, utile sarà anche definire i propri limiti e non aver timore di comunicarli al compagno: entrambe i partner non dovranno dimostrare aspettative troppo elevate, affinché vi sia la massima libertà mentale di interrompere l’atto qualora non ci si trovasse pienamente a proprio agio.

Consigli pratici

A differenza della vagina, naturalmente predisposta per accogliere il pene, l’ano nasce per altri scopi. La prima grande differenza è in termini di lubrificazione, assente nell’area rettale: per un incontro senza troppi stress, è indicato il ricorso a gel lubrificanti. Sarebbe ottimale scegliere prodotti a base acquosa e testati per l’utilizzo con il condom, affinché il lattice non subisca pericolose aggressioni, mantenendo così elevata protezione.

Il petting e la stimolazione digitale potrebbero essere molto importanti nella fase antecedente alla penetrazione, poiché facilitano il rilassamento della muscolatura. Giunti all’atto, si dovrà procedere lentamente, senza inutili sforzi, ritornando alla fase di stimolazione o accantonando momentaneamente l’idea qualora il tutto risultasse troppo difficoltoso. Si suggerisce anche di vagliare delle posizioni diverse, come sdraiati su un fianco o a tergo, poiché potrebbero incrementare il relax fisico e mentale, nonché incentivare una differente sensibilità aumentando il coinvolgimento clitorideo.

Come già ricordato, il sesso anale presenta una grande variabilità per ogni singolo individuo: per alcuni sarà fonte di intenso piacere, per altri un’esperienza ben più fastidiosa. Alla luce di questa considerazione, un eventuale fallimento non dovrà essere motivo di malcontento per la coppia.

Indicazioni utili e rischi

Proprio perché coinvolge un’area non specificatamente deputata alla penetrazione, il sesso anale può comportare alcune conseguenze non preventivate. La prima, e forse la più importante, è quella di poter contrarre una malattia sessualmente trasmissibile: essendo l’atto più soggetto a irritazioni e lacerazioni, è più esposto al rischio di contagio. Di conseguenza, l’utilizzo del condom sarà sempre benvenuto, anche per una questione meramente igienica. Seguono delle questioni di natura fisica, anche in questo caso molto variabili da persona a persona: lacerazioni, ragadi, irritazioni e altro ancora. Per spazzare la mente da ogni dubbio, meglio affidarsi preventivamente al medico.

La pratica dovrebbe essere quindi condotta dopo lo svuotamento dell’intestino, mentre potrebbe essere controindicata in alcune circostanze derivanti da condizioni pregresse, come una patologia in corso, un disturbo cronico al retto e altre motivazioni ancora. Anche in questo caso, il parere dello specialista rimarrà imprescindibile. Infine, si ricorda come il passaggio dal sesso anale a quello vaginale oppure orale, richieda ogni volta il cambio del profilattico: questo per ridurre l’esposizione in zone non consone a batteri intestinali.