Le orchidee sono molto apprezzate per il loro straordinario valore ornamentale, tuttavia non sono piante semplici da coltivare e richiedono particolari accorgimenti per quanto riguarda soprattutto luminosità, umidità e temperatura. Per la gran parte delle 30000 specie botaniche note, per ottenere generose fioriture è infatti necessario ricreare quanto più possibile similmente il loro habitat di origine, purtroppo contraddistinto da condizioni climatiche molto diverse dalle quelle delle zone geografiche temperate, Italia compresa.

Il primo fattore da valutare è sicuramente la luce: in natura le orchidee sono infatti epifite e quindi le loro radici sono abituate a usufruire del sole e della luce indiretta che filtra tra la vegetazione per molte ore al giorno. Secondo fattore, non meno importante, è l’umidità: il clima ideale per le orchidee è infatti decisamente caldo-umido. Terzo fattore, la temperatura: questa può variare a seconda delle diverse tipologie, ma in linea generale deve essere omogenea in tutto l’ambiente che le andrà ad accogliere. A questo proposito, importante diventa anche il ricircolo d’aria, indispensabile per evitare un’eccessiva stratificazione dell’aria stagnante più calda e più fredda.

Da ciò risulta evidente che, con le orchidee, le maggiori soddisfazioni si otterranno facendo ricorso a delle serre, che permettono di avere sempre sotto controllo i parametri sopra citati.

Per quanto riguarda le serre cosiddette “domestiche”, tra le migliore c’è quella messa in commercio dalla SMEG: piccola, bella, funzionale, ma costosa. Esistono tuttavia varie soluzioni fai-da-te molto più economiche, come quelle che si possono realizzare a partire da vecchi acquari dismessi.

Si parlerà in questo caso di orchidario e le sue specifiche dimensioni e caratteristiche dipenderanno dal numero di esemplari che dovranno trovarvi dimora (considerate comunque che gli steli che portano i fiori possono arrivare anche a 50 cm di altezza) e dall’ambiente in cui sarà collocato. In generale, la nostra serretta da appartamento potrebbe essere dotata di un paio di ventoline per il ricircolo dell’aria; una  terza ventola adiacente ad una vaschetta d’acqua, per mantenere costante ed elevata l’umidità (in alternativa si può utilizzare un piccolo umidificatore); illuminazione UV, per soddisfare le esigenze di luce e temperatura e un termometro interno che ci permetta di monitorare l’ambiente. Se non si intende dotare la serra di impianto di riscaldamento, allora questa dovrà avere dimensioni ridotte e andrà collocata in prossimità di finestre, in modo da riscaldare l’ambiente interno sfruttando il sole diretto, ma sarà necessario dotare una parete di panno ombreggiante, per proteggere le piante dai raggi solari.

E’ altresì possibile partire dalle classiche serre da appartamento, facilmente reperibili in commercio ed esteticamente appaganti, e poi dotarle dei sistemi di controllo del microclima necessari (simili a quelli presenti nei terrari). Evitate tuttavia di orientarvi su strutture con coperture in plastica, in quanto non mantengono bene la temperatura e certamente daranno problemi di dispersione dell’umidità.