È notizia di questi giorni che la tanto discussa ILVA, l’acciaieria di Taranto che è una delle più grandi di Italia, è stata posta sotto sequestro dai magistrati per i danni che sta causando alla città e ai cittadini di Taranto e delle zone limitrofe.

I team direzionale dell’ILVA è stato arrestato e tutti i lavoratori sono stati mandati a casa.

È stato il magistrato Patrizia Todisco di Taranto a prendere la decisione, dettata dal fatto che nelo stabilimento dell’ILVA non sono rispettate neanche le più elementari norme di sicurezza per la salute dei lavoratori e di tutti coloro che abitano nelle vicinanze. Tutto ciò aggravato dal fatto che i gestori dello stabilimento erano perfettamente al corrente di ciò che stavano facendo e non hanno fatto nulla per cambiare la situazione.

E i  mezzi ci sono. In molte città d’Europa e del mondo esistono delle grandi fabbriche che producono e lavorano metalli ma, grazie alle nuove tecnologie, l’inquinamento delle zone è sempre rimasto nei livelli consentiti dalla legge, che sono quelli che permettono di salvaguardare la salute dei cittadini.

I lavoratori, trovatisi senza il loro impiego da un momento all’altro, hanno iniziato una protesta e hanno chiesto anche l’intervento del premier Mario Monti, a cui chiedono che oltre al danno ambientale, non si debba subire anche il danno economico.