La Sepsi è una grave infezione che in Italia colpisce almeno sessantamila persone all’anno e che può arrivare ad avere un tasso di mortalità ospedaliero del 40-60 per cento (nelle sue forme più gravi). La Sepsi è una patologia che colpisce, dunque, molto più dell’infarto ma al contrario di quest’ultimo si sa davvero ancora molto poca su di essa.

Quello che è certo è che la Sepsi è un’infezione che si caratterizza per l’abnorme risposta infiammatoria messa in atto dall’organismo, che può colpire chiunque e che i soggetti maggiormente esposti sono coloro che hanno basse difese immunitarie (bambini, anziani ma anche persone che hanno visto compromettere il proprio sistema immunitario da altre malattie o terapie farmacologhe).

Sepsi: prevenzione

Trattandosi di un’infezione, la prevenzione svolge un ruolo fondamentale per evitare di contrarre la patologia. La prevenzione è possibile attraverso adeguati programmi di controllo delle infezioni che tutti gli ospedali dovrebbero attivare e parte soprattutto da una corretta igiene delle mani. Fondamentale, poi, una volta contratta l’infezione, che essa venga diagnosticata il prima possibile e curata con una corretta terapia a base di antibiotici.

Sepsi: sintomi

Ci si potrebbe trovare di fronte ad un episodio di Sepsi qualora dovessero verificarsi i seguenti sintomi: febbre alta che non passa entro 48 ore (deve superare i 38,5 gradi e non scendere neppure con l’assunzione di antipiretici), difficoltà nella respirazione, malessere generale, ipotensione, svenimenti, riduzione della diuresi, gonfiore arti inferiori e/o superiori, stato di coscienza alterato, comparsa di petecchie.

Per quanto riguarda i bambini, l’infezione può manifestarsi anche attraverso i sintomi del mal di testa, del vomito o della sonnolenza.

Sepsi: cura

Qualora l’infezione sia localizzata, la Sepsi può essere curata a casa, grazie ad una terapia a base di antibiotici. Qualora si presentino delle complicanze e l’infezione sia più grave, diventa assolutamente necessario il ricovero in ospedale (nei casi ancor più gravi può essere necessario anche il ricovero in terapia intensiva oppure in rianimazione, a causa dei sintomi della Sepsi, che possono mettere in crisi le funzioni vitali dell’organismo).