Abbiamo già visto che il piano sanitario prevedere degli screening periodici di controllo per la prevenzione dei tumori. Tra questi figura anche quello per il tumore al collo dell’utero (o della cervice uterina), che colpisce la parte più bassa dell’utero che sporge in vagina. In Italia, annualmente, sono diagnosticati circa 9 casi ogni 100.000 donne e circa  1.000 donne muoiono per questa malattia (dati ASL). Il tumore è preceduto da alterazioni del tessuto che riveste il collo dell’utero, chiamate displasie. Non tutte le displasie evolvono fino a trasformarsi in tumore e, comunque, sono necessari molti anni (10-15) prima che si manifesti la malattia.

IL PAP-TEST

Mediante il pap-test è possibile identificare precocemente queste displasie e curarle efficacemente con terapie ambulatoriali, prima che si sviluppi il tumore. La consegna del referto del pap-test è fatta presso i Consultori dell’ASL, dove il personale sanitario indica, solo se necessario, quali ulteriori accertamenti eseguire (la colposcopia, la biopsia, il test HPV).

Il pap-test è un esame semplice e non doloroso, che si esegue prelevando con una spatola e uno spazzolino del materiale presente sul collo dell’utero, che viene “strisciato” e fissato su un vetrino e quindi analizzato in laboratorio.

ALCUNI ACCORGIMENTI PER IL PAP-TEST

Affinché il pap-test riesca al meglio, nei tre giorni che precedono l’esame non si devono avere rapporti sessuali e non si devono usare ovuli, creme o lavande vaginali. Il test va inoltre fatto dopo almeno tre giorni dalla fine del ciclo mestruale e in assenza di sanguinamenti.