Il pericolo sarebbero davvero molto concreto: i batteri resistenti agli antibiotici potrebbero essere un rischio per il futuro dell’umanità se non si ricorrerà ai ripari per evitarlo. A lanciare l’allarme ci pensa anche la Cina: alcuni ricercatori avrebbero infatti scoperto batteri resistenti agli antibiotici, batteri piuttosto comuni. Un risultato che preoccupa molto i ricercatori e che è stato pubblicato sulla rivista scientifica The Lancet Infectious Diseaes. La scoperta si sarebbe concretizzata in un gene chiamato mcr-1, in grado di rendere i batteri resistenti agli antibiotici noti come polimoxine.

La preoccupazione sarebbe destata dal fatto che tali batteri sono responsabili di patologie molto gravi, quali polmoniti e malattie ematiche. Malattie che potrebbero diventare incurabili qualora questi batteri non rispondessero più alle cure antibiotiche, con rischi anche letali.

La scoperta è stata commentata anche dalla professoressa Laura Piddock, professoressa di Microbiologia all’Università di Birmingham: “Si tratta di un rapporto preoccupante, dal momento che le polimixine sono spesso antibiotici che servono a curare gravi infezioni. Egualmente preoccupante è che questo tipo di resistenza può essere trasferita tra batteri. Altri tipi di resistenza ai farmaci come per esempio a quelli per la tubercolosi, dimostra che questo apre probabilmente la strada a una diffusione in tutto il mondo“.

Alla Pidock fa eco il professor Welsh (Università di Cardiff), secondo cui gli antibiotici potrebbero molto presto diventare del tutto inutili nella cura delle infezioni: “Nel momento in cui Mrc-1 diventerà globale, ed è questione di quando non di se, e il gene si allineerà con altri geni resistenti agli antibiotici, allora molto probabilmente vedremo l’inizio di un’era post-antibiotica. A quel punto se un paziente sarà  gravemente malato, per esempio per l’e.Coli, allora non ci sarà più nulla che potremo fare“.